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27 Giugno 2014 | Economia

La Commissione europea detta la linea sul cloud

L’Ue ha deciso di compilare una normativa per regolare almeno in parte i contratti per i servizi di cloud computing, semplificando il rapporto tra le aziende e i fornitori, garantendo le prime dagli umori ballerini dei secondi, che spesso non tutelano contro possibili disservizi e cali prestazionali.

L’Ue ha deciso di compilare una normativa per regolare almeno in parte i contratti per i servizi di cloud computing , semplificando il rapporto tra le aziende e i fornitori, garantendo le prime dagli umori ballerini dei secondi, che spesso non tutelano contro possibili disservizi e cali prestazionali. Secondo la Commissione europea , che ha deciso le linee guida attraverso il proprio  Cloud Select Industry Group , un gruppo di lavoro apposito e specializzato nel settore che comprende aziende quali Atos, Cloud Security Alliance, Ibm, Microsoft e Telecom Italia, ciascun servizio dovra garantire uno standard qualitativo e partire da terminologie e metriche comuni. Nel contratto, modificabile e personalizzabile da parte del cliente, dovrà essere specificato in maniera chiara la disponibilità e l’affidabilità dei servizi offerti dai fornitori, la qualità del supporto data alle aziende, il livello di sicurezza minimo e l’ottimizzazione della gestione dei dati conservati nel cloud. Stabilire a priori una base di servizi minimi e chiariere le condizioni garantite a livello contrattuale permetterà  un risparmio del 10-20% alle compagnie clienti , secondo l’Ue: “E’ la prima volta che i fornitori cloud raggiungono un accordo su linee guida comuni – ha detto il commissario per l’Agenda digitale, Neelie Kroes -. Penso ne beneficeranno soprattutto le Pmi” . Il prossimo passo sarà testare lanormativa sul campo.

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