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7 Maggio 2008 | Attualità

La diatriba tra Dan Rather e Cbs continua

L’anchorman Dan Rather sferra l’ennesimo colpo contro il network statunitense Cbs, aggiustando il tiro dell’azione legale che lo vede parte civile dopo essere stato licenziato dall’emittente perché considerato un personaggio ‘scomodo’ a causa del suo falso scoop sul presidente degli Usa George W. Bush.

L’anchorman Dan Rather sferra l’ennesimo colpo contro il network statunitense Cbs, aggiustando il tiro dell’azione legale che lo vede parte civile dopo essere stato licenziato dall’emittente perché considerato un personaggio ‘scomodo’ a causa del suo falso scoop sul presidente degli Usa George W. Bush. Il giornalista continua a sostenere la veridicità del suo reportage e dichiara di voler fare chiarezza sulla vicenda. “La storia era vera, tutto ciò che è stato riportato era vero, nonostante abbiano tentato di farvi credere che la versione attendibile fosse una e una soltanto” ha dichiarato il giornalista. Rather accusa l’emittente americana di averlo azzittito senza dargli la possibilità di difendere sé stesso e il proprio lavoro; nessun organo super partes si sarebbe preoccupato di analizzare tutta la documentazione. La Cbs ha risposto duramente alle accuse del presentatore dichiarando di non aver perso nulla licenziandolo.

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