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29 Gennaio 2026 | Innovazione

La pittura al grafene trasforma le pareti in termosifoni invisibili e riduce i consumi

Una startup italiana, BeDimensional, ha sviluppato una vernice al grafene che, alimentata elettricamente, trasforma pareti e pannelli in superfici radianti capaci di riscaldare gli ambienti con consumi fino al 40% inferiori rispetto ai termosifoni elettrici tradizionali. La tecnologia, validata dall’Università di Genova e arrivata alla prima applicazione industriale, promette di cambiare il modo in cui si progettano e si riqualificano gli edifici, eliminando corpi scaldanti ingombranti e integrando il calore direttamente nei materiali da costruzione.

Vernice che riscalda le pareti

La vernice al grafene si applica con rullo o a spruzzo come un comune rivestimento su pareti interne o pannelli in fibrocemento, ma una volta collegata a semplici elettrodi in rame diventa un sistema radiante elettrico a bassissimo spessore. Il rivestimento conduttivo genera calore in modo uniforme e controllabile, garantendo comfort termico con consumi ridotti e senza la necessità di termosifoni, ventilconvettori o unità meccaniche visibili.

La fase sperimentale è stata condotta in contesti reali e, secondo l’azienda, ha dimostrato efficienza, sicurezza e facilità d’uso, tanto che la tecnologia viene descritta come pronta per il lancio su scala industriale e destinata sia alle nuove costruzioni sia alla riqualificazione energetica.

Come funziona la pittura al grafene

Il principio di funzionamento si basa sull’effetto Joule: la corrente che attraversa lo strato di grafene disperso nella vernice viene convertita in calore, che si diffonde per irraggiamento lungo la superficie dipinta. A differenza dei sistemi tradizionali che scaldano l’aria, la vernice lavora principalmente per radiazione infrarossa a onde lunghe, riscaldando direttamente corpi, oggetti e superfici, con una distribuzione più uniforme della temperatura e minore stratificazione termica tra pavimento e soffitto.

Impatti su consumi, comfort e design

Le potenzialità per l’edilizia sono molteplici: la possibilità di trasformare pareti, soffitti o pannelli in “radiatori invisibili” semplifica la distribuzione del calore, libera spazio e rende più flessibile la progettazione degli interni. L’assenza di ingombri, tubazioni e unità in vista agevola le ristrutturazioni leggere, i prefabbricati e gli interventi in edifici storici dove l’installazione di sistemi tradizionali è complessa o invasiva.

Dal punto di vista del comfort, la radiazione diretta contribuisce a ridurre condensa e formazione di muffe sulle pareti più fredde, con benefici attesi per la qualità dell’aria interna e la salubrità degli ambienti, soprattutto in bagni, cucine e locali seminterrati. L’adozione di sistemi elettrici ad alta efficienza, se abbinata a fonti rinnovabili e a un mix energetico sempre più decarbonizzato, potrebbe inoltre contribuire agli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e di riqualificazione profonda del parco immobiliare.

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Di <a href="https://www.telepress.news/author/serena-campione/" target="_self">Serena Campione</a>

Di Serena Campione

Scrivo per Telepress dal 2021 e mi occupo di attualità, sociale e sostenibilità, enogastronomia ed eventi (spesso collegati alla mia regione di origine, ma non solo!) Pugliese di nascita, milanese di adozione da quattro anni. Dopo la laurea in comunicazione e il Master in Digital Communication alla 24Ore Business School entro nel mondo delle PR e media relations, seguendo aziende ed enti in svariati settori, tra cui: sociale, sostenibilità, food e tecnologia.