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15 Maggio 2022 | Attualità

La scuola italiana tra le più stressanti al mondo

WeWorld afferma che tra i sistemi scolastici più stressanti al mondo c’è quello italiano e propone tre interventi per renderla più inclusiva e attenta al benessere fisico e psicologico degli studenti. La scuola italiana provoca stress: ad affermarlo è il report “Facciamo scuola – L’educazione in Italia ai tempi del Covid”elaborato da WeWorld, organizzazione italiana […]
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WeWorld afferma che tra i sistemi scolastici più stressanti al mondo c’è quello italiano e propone tre interventi per renderla più inclusiva e attenta al benessere fisico e psicologico degli studenti.

La scuola italiana provoca stress: ad affermarlo è il report “Facciamo scuola – L’educazione in Italia ai tempi del Covid”elaborato da WeWorld, organizzazione italiana indipendente che da 50 anni si impegna per garantire i diritti di donne e bambine in 25 Paesi del mondo.

Dallo studio emerge che oltre la metà degli studenti italiani è nervosa durante le ore di studio, non ha il tempo di riposarsi e fa fatica a stare dietro a tutte le attività scolastiche. Un malessere che può allontanare dallo studio, portare disagi psicologici e aumentare la dispersione scolastica. Dai dati emerge che nel 2020 si è registrato il 20,7% di giovani tra i 15 e 24 anni che non studiano né lavorano; un numero che rischia di alzarsi notevolmente a causa della pandemia, che ha avuto conseguenze importanti soprattutto tra le fasce economicamente e socialmente più deboli, poiché di fatto ha accelerato le diseguaglianze sociali già esistenti.

Dal report emergono anche tre proposte di azioni concrete che secondo WeWorld sono di facile applicazione, possono contrastare la dispersione scolastica e rendere la scuola italiana più inclusiva e meno stressante:

1.Riformulare l’obbligo scolastico dai 6 -16 anni ai 3-18 anni, per fare in modo che i bambini possano beneficiare dell’educazione scolastica dai primi anni di vita, con vantaggi sull’apprendimento nel lungo periodo. L’estensione dell’obbligo fino ai 18 anni, inoltre, mira a prevenire la dispersione scolastica che solitamente interessa i ragazzi dai 16 anni in su.

2.Ridurre le vacanze estive ai soli mesi di luglio e agosto in modo da distribuire più pause nel corso dell’anno. I benefici sarebbero una maggiore continuità didattica e relazionale e facilitazioni nella gestione scuola-genitori-lavoro.

3.Introdurre la figura di un dirigente extra scolastico che possa occuparsi di tutte le attività extra offerte dal Terzo settore.

3.Introdurre la figura di un dirigente extra scolastico che possa occuparsi di tutte le attività extra offerte dal Terzo settore.

 

di Antonietta Vitagliano

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