Ai piedi del monte Corno Bianco tra i paesi altoatesini Aldino e Radegno alla fine dell’ultima era glaciale, circa 18.000 anni fa, il ruscello Bletterbach ha scavato nel tempo una gola lunga otto chilometri e profonda 400 metri. La struttura delle rocce e tutto quello che si vede nel profondo canyon sono un libro aperto sulla storia della Terra e sulle origini delle Dolomiti. Grazie alle sue caratteristiche e alla struttura articolata e stratificata, la gola del Bletterbach è diventata un’aula per le missioni sulla Luna e su Marte. Il Bletterbach è infatti riconosciuto come «Mars analog site»: le sue successioni d’arenaria e le nodulose inclusioni di gesso vicino al Butterloch sono quasi identiche a quelle fotografate su Marte dalle sonde spaziali. Per queste ragioni a settembre di quest’anno si è svolta la settimana annuale di Pangaea, il corso di geologia planetaria dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
Pangaea è l’acronimo di Planetary ANalogue Geological and Astrobiological Exercise for Astronauts. Il corso insegna la geologia di campo. Gli astronauti imparano a documentare e campionare formazioni rocciose. Devono riconoscere possibili tracce di vita e di acqua antica. Studiano una collezione di meteoriti per distinguerne i tipi. Il programma usa altri tre siti analoghi in Europa: il cratere da impatto di Ries in Germania, Lanzarote nelle Canarie e le isole Lofoten in Norvegia.
Il gruppo riunisce tre agenzie. Jasmin Moghbeli della NASA ha comandato la missione SpaceX Crew-7. Ha trascorso circa sei mesi e mezzo sulla Stazione spaziale internazionale tra il 2023 e il 2024. Kimiya Yui dell’agenzia giapponese JAXA ha volato sulla ISS nel 2015 e di nuovo tra il 2025 e il 2026 con SpaceX Crew-11. Lo spagnolo Pablo Álvarez Fernández appartiene alla classe 2022 degli astronauti ESA e attende la prima missione.
Le pareti espongono oltre 40 milioni di anni di storia geologica. Porfidi vulcanici, arenarie e strati di gesso si sovrappongono in sequenza. Le arenarie ricordano alcune formazioni della superficie marziana. Il gesso si forma con l’evaporazione dell’acqua ed è un indicatore di ambienti umidi del passato. Nel 2011 il rover Opportunity della NASA ha individuato una vena di gesso su Marte. Le rocce del Bletterbach conservano anche impronte di rettili e resti fossili. Dal 2009 la gola fa parte del Patrimonio mondiale UNESCO delle Dolomiti.
L’ESA porta i suoi corsi nella gola dal 2016. Tra gli astronauti formati qui ci sono gli italiani Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Il presidente del Geoparc Peter Daldos e la direttrice Hannah Pomella hanno accolto quest’anno il gruppo internazionale.
L’addestramento prepara gli equipaggi alle future esplorazioni della Luna e di Marte. Sul terreno di un altro pianeta gli astronauti dovranno scegliere quali rocce raccogliere e riportare sulla Terra. Nella gola altoatesina imparano a farlo.

