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L’AI svela i segreti della pittura di Raffaello

Un gruppo di ricerca del Cnr-Ispc ha messo a punto un algoritmo che con l’intelligenza artificiale individua i componenti chimici utilizzati nelle opere e valuta il loro stato di conservazione. La sperimentazione è stata realizzata sulla Pala Baronci. Un passo avanti importante nell’analisi delle opere d’arte e del loro stato di conservazione. La rivista americana […]

14 Ottobre 2024 | Attualità, Innovazione

Un gruppo di ricerca del Cnr-Ispc ha messo a punto un algoritmo che con l’intelligenza artificiale individua i componenti chimici utilizzati nelle opere e valuta il loro stato di conservazione. La sperimentazione è stata realizzata sulla Pala Baronci.

Un passo avanti importante nell’analisi delle opere d’arte e del loro stato di conservazione. La rivista americana Science Advances ha pubblicato una ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr-Ispc – Consiglio nazionale delle ricerche, in cui è stata analizzata la tecnica pittorica usata da Raffaello nella Pala Baronci con l’intelligenza artificiale. L’opera è custodita a Napoli nel Museo di Capodimonte.

L’algoritmo

Il team di ricercatori ha messo a punto un algoritmo in grado di analizzare e assemblare in modo rapido e accurato grandi quantità di dati attraverso le tecniche spettroscopiche con raggi X applicate ai dipinti. Questo lavoro ha permesso di svelare la tecnica pittorica usata dal celebre pittore del Rinascimento. La sperimentazione si è concentrata su due frammenti della Pala Baronci. I risultati? Il rame sulle palpebre e il mercurio sulle labbra dell’Eterno che indicano dunque quali fossero gli elementi chimici presenti nei pigmenti.

Qualità e affidabilità dall’AI

La tecnica utilizzata, non invasiva, ha permesso inoltre di valutare lo stato di conservazione del dipinto, aiutando a preservare meglio il patrimonio culturale, e di studiare dati fino ad oggi inaccessibili. Il metodo non solo migliora la qualità dell’analisi ma anche l’affidabilità dei dati interpretati. 

Come riportato da Adnkronos, ciò che risulta essere veramente rivoluzionario è l’uso esclusivo di dati sintetici per l’addestramento del modello di intelligenza artificiale senza la necessità di campioni reali. Di fatto è una svolta che apre nuove possibilità per l’applicazione dell’IA nel campo dell’Heritage Science.

“Le informazioni, acquisite sotto forma di spettri di fluorescenza a raggi X- ha spiegato Francesco Paolo Romano del Cnr-Ispc, tra gli autori della ricerca- sono immagazzinate in complessi volumi di dati analitici, il cui esame rappresenta in molti casi una sfida significativa. Questo approccio basato sull’intelligenza artificiale ci consente di analizzarli in modo preciso e accurato, superando i limiti noti delle tecniche di analisi convenzionali”(fonte Agenzia Dire).

La pubblicazione è disponibile qui.

Valentina Colombo

Foto pagina Facebook CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche

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