Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

4 Maggio 2021 | Attualità

Le città italiane come le metropoli europee. Lo sport urbano diventa una realtà diffusa

Mentre è in corso la discussione sulla riapertura di tutti gli impianti sportivi e la piena ripresa delle attività, una ricerca dell’istituto Piepoli rivela che il 70% degli intervistati svolgerà in futuro attività sportiva outdoor. Un trend che pone di fronte alla necessità di riprogettare le città italiane a misura di sport, al pari di quanto avviene in altre realtà internazionali. 

Le frontiere dello sport si sono ormai spostate da campi e palazzetti a strade e piazze, complice una necessità che è diventata virtù, di fronteggiare un’emergenza sanitaria che ha via via compromesso i circuiti privati di gestione del tempo libero, oltre alla nuova tendenza di associare l’attività fisica al benessere anche psichico. 

La ricerca dell’Istituto Piepoli, su un campione di 500 italiani rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all’universo di riferimento, rivela che il 70% degli intervistati svolgerà in futuro attività sportiva outdoor. Un trend destinato ad aumentare e che è diffuso in modo omogeneo su tutto il territorio italiano. Da Nord a Sud, dai 18 anni agli over 55. 

Questa tendenza era già emersa con l’inizio della pandemia, quando il 47% del campione intervistato aveva dichiarato di aver continuato a svolgere attività fisica e il 32% lo faceva all’aria aperta. Ma ora è cresciuto e la crescita sembra essere destinata a rimanere costante.

Questo pone la questione e la necessità di riprogettare le città italiane a misura di sport. Per occuparsene è nata la Fondazione SportCity, con l’obiettivo di immaginare lo sport come elemento centrale dello sviluppo sociale di una nazione, grazie alla sua valenza educativa, sanitaria e culturale. 

Uno sport non solo per tutti, ma ovunque: nei palazzetti come nelle piazze, nelle scuole come nelle piste ciclabili, negli stadi come nei campetti di quartiere. La pandemia ha avuto effetti anche sull’urbanistica, trasformando molte aree e parchi cittadini in ambienti dove svolgere attività motoria e sportiva. Le città Italiane si stanno oggi dotando di spazi sportivi adatti per accogliere sempre più cittadini interessati a svolgere attività fisica all’aria aperta. 

Spazi che siano sicuri, attrezzati, a misura di tutti, come quanto sta succedendo ormai in alcune città europee, dove si studia già come intervenire sui luoghi urbani per promuovere l’attività fisica delle donne nelle aree pubbliche.

Guarda anche:

Desertificazione

Cop 27 vista da dentro

29In Italia non si parla già più della Conferenza sul Clima dell’Onu numero 27 che si è svolta e chiusa a Sharm el-Sheikh. Ma gli Italiani là presenti assicurano che sia stata davvero importante....
NOIR 32 celebra le Iene

Al Noir in Festival 30 anni di Iene (il film)

30 anni fa Le Iene veniva presentato in Italia al Noir in Festival. Adesso la kermesse celebra quel primo iconico film di Quentin Tarantino con la locandina e una serie di eventi.   Debuttava...

Suore a scuola per comunicare il Vangelo sui social

Le suore provenienti da ogni parte del mondo hanno partecipato al workshop di cultura digitale ‘Pratiche e formati della comunicazione digitale per la vita religiosa’.  A organizzarlo è stata...