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18 Aprile 2007 | Economia

Le Pmi sottovalutano software illegali

Un ricerca condotta da Gfk Nop, su commissione della Business Software Alliance, ha rilevato che le piccole medie aziende hanno una scarsa cognizione dei rischi conseguenti all’impiego di software illegale in azienda .

Un ricerca condotta da Gfk Nop, su commissione della Business Software Alliance, ha rilevato che le piccole medie aziende hanno una scarsa cognizione dei rischi conseguenti all’impiego di software illegale in azienda . L’87% del campione intervistato non sa che il software illegale può rendere più vulnerabili ai virus. Meno della metà delle Pmi è sicura che tutto il proprio pacchetto software sia accompagnato da licenza.  Il 97% non considera un problema dover utilizzare vecchie versioni del software a causa dell’impossibilità di effettuare aggiornamenti. I rischi più temuti sono “procedimenti giudiziari” per il 23% e “sanzioni pecuniarie” per il 21%.   La ricerca è stata condotta su 1800 Pmi in Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Russia, Polonia e Ungheria. “Le Pmi hanno bisogno di riconosce i rischi che corrono utilizzando software illegale, inclusi i rischi di natura operativa e It, che si aggiungono alle conseguenze legali e finanziarie”, ha commentato Nicola Galtieri, portavoce di Bsa Italia. “Nel corso del 2006 le Pmi italiane scoperte a usare software illegale sono incorse in sanzioni del valore medio di circa 42.000 euro, ma la cifra più alta è stata di ben 1.200.000 euro. E il costo finanziario dell’essere scoperti nell’illegalità non è certo l’unico rischio che corrono le aziende che usano software illegale”

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