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9 Dicembre 2013 | Attualità

Le spie venute dai videogames

Le intelligence statunitense e britannica non si limitano a controllare le attività reali di milioni di persone, come l’opinione pubblica mondiale ha scoperto negli ultimi mesi, ma seguono gli individui anche nelle loro vite virtuali : la National Security Agency e il Government Communications Headquarters raccolgono dati di milioni di giocatori, in tutto il mondo, di Second Life e World of Warcraft , secondo le ultime rivelazioni di Edward Snowden, l’ex talpa della Nsa. Secondo i documenti rivelati da Snowden, le intelligence hanno deciso di entrare nei mondi virtuali per paura che le reti terroristiche e criminali possano usare i giochi online per comunicare segretamente, organizzare attentati e spostare ingenti quantità di denaro. Così, intuendo il pericoloso potenziale dei giochi online, le spie hanno creato personaggi di fantasia per seguire milioni di persone anche nelle loro vite virtuali. Ma la minaccia potrebbe essere stata ingigantita dalle agenzie di intelligence, visto che al momento non sembra che l’ingresso nei mondi virtuali abbia portato dei risultati, secondo il New York Times.