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14 Novembre 2007 | Attualità

L’Europa interviene contro i siti web dei voli low cost

Il Commissario Ue responsabile per i consumatori, Meglena Kuneva, annuncia i risultati di un’indagine su scala europea – che ha coinvolto 15 autorità nazionali e la Norvegia – contro la pubblicità fuorviante e le pratiche sleali riscontrate nei siti delle compagnie aeree low costo. Dall’inchiesta emerge che più di 50% di tutti i siti web presentano irregolarità , in particolare per quanto concerne l’indicazione dei prezzi, i termini contrattuali e la chiarezza delle condizioni proposte. La settimana tra il 24 e il 28 settembre è stata in assoluto la prima azione congiunta a livello europeo per far rispettare i diritti dei consumatori. Le autorità nazionali di forza pubblica in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Malta, Portogallo, Spagna, Svezia nonché Norvegia hanno passato al setaccio più di 400 siti web per controllare se ottemperassero alla normativa Ue a tutela dei consumatori. L’indagine a tappeto si è concentrata su tre pratiche principali. Indicazione chiara dei prezzi : sin dalla prima schermata si deve dare un’indicazione chiara del prezzo complessivo quando si fa pubblicità di un prezzo su un sito web. Ciò significa che tutti gli oneri addizionali come tasse oppure balzelli legati alla prenotazione o all’uso di carte di credito devono essere chiaramente indicati fin dall’inizio invece di essere aggiunti in una fase successiva della prenotazione. Disponibilità : tutte le condizioni dell’offerta, in particolare le limitazioni relative alla disponibilità di un’offerta, vanno chiaramente indicate. I prezzi e le offerte speciali sono spesso usati per adescare i consumatori a iniziare il processo di prenotazione di un volo: nella realtà vi è soltanto un numero limitatissimo di posti disponibili sulla base dell’offerta pubblicizzata. Termini contrattuali equi : i termini contrattuali generali devono essere chiaramente indicati, facilmente accessibili ed equi. Tra le pratiche inique vi è ad esempio l’assicurazione obbligatoria collegata all’offerta o il caso in cui i consumatori devono esplicitamente indicare di rinunciare a una clausola assicurativa piuttosto che scegliere spontaneamente di sottoscriverla. I termini e le condizioni contrattuali devono essere disponibili nella lingua del consumatore. A questo controllo a tappeto fa seguito una fase attuativa durante la quale le compagnie sono contattate dalle autorità e sollecitate a correggere i siti web o a chiarire la loro posizione. Il Commissario Kuneva ha detto che le compagnie hanno quattro mesi di tempo per rispondere . Oltre a prospettare l’eventualità di un’azione legale il Commissario non esiterà a stigmatizzare il comportamento sleale delle compagnie che non prenderanno provvedimenti per adeguare i loro siti alla normativa europea una volta scaduto il termine.

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