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7 Febbraio 2023 | Ambiente, Attualità

L’Italia ai Poli fra passato e presente

La nave italiana Laura Bassi ha toccato il punto più interno del Polo Sud mai raggiunto da un’imbarcazione. Nel frattempo Milano torna a ospitare, dopo il restauro, la tenda rossa che ospitò la missione italiana al Polo Nord quasi cento anni fa.

Nel 1928 la spedizione scientifica guidata da Umberto Nobile trovò rifugio, dopo l’incidente del dirigibile Italia, in una tenda rossa divenuta mitica e che torna a essere esposta al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano a imperitura memoria dell’imperscrutabile grado di rischio che tutti gli esploratori corrono. Negli stessi giorni, a cavallo fra gennaio e febbraio 2023, la nave rompighiaccio italiana Laura Bassi dell’Istituto Nazionale Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) approda alla latitudine di 78° 44.280′ S, presso la Baia delle Balene nel Mare di Ross. Un record consentito dal grande rischio che sta correndo il genere umano a causa dello scioglimento dei ghiacci. Due spedizioni fisicamente agli antipodi, a distanza di quasi un secolo, con mezzi completamente diversi ma con un importante fattore comune: il fatto di essere organizzate e gestite da squadre italiane.

Polo Nord

Polo Nord

La spedizione del 1928 aveva imbarcato una (allora inconsapevole) dose di rischio ulteriore a cominciare dal viaggio a bordo di un dirigibile: un mezzo all’epoca considerato all’avanguardia ma rapidamente abbandonato dopo il disastro dell’Hindenburg del 1937. Anche il Dirigibile Italia, 9 anni prima, aveva conosciuto una fine sciagurata, precipitando sul pack a causa di avverse condizioni meteo. Si salvò però parte del materiale che era a bordo, compresa una tenda che i superstiti, compreso Nobile, dipinsero di rosso per aumentare le probabilità di essere individuati. Tutt’altro contesto e tutt’altro mezzo quello impiegato nella campagna oceanografica della 38/a Spedizione Italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra).

Finanziato dal ministero per l’Università e la Ricerca e gestito da Enea e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), il viaggio a bordo della rompighiaccio Laura Bassi ha fatto esultare ma anche preoccupare gli esperti italiani, come il comandante della nave, Franco Sedmak: “Sono contento del record, ma al tempo stesso sono triste nel constatare che le cose stanno veramente cambiando qui in Antartide. Nel 2017 quando per la prima volta siamo stati con la vecchia OGS Explora nella Baia delle Balene abbiamo trovato tanto ghiaccio impenetrabile. Personalmente mai avrei pensato di poter riscontrare, a distanza di pochi anni, un tale scioglimento del ghiaccio da riuscire a scendere tanto a sud quanto, forzando e osando un po’, siamo riusciti a fare quest’anno”.

La missione comprende 46 tra ricercatrici, ricercatori e tecnici, e intende compiere campionamenti nell’ambito di “Bioclever” (Biophysical coupling structuring the larval and juvenile fish community of the Ross Sea continental shelf: a multidisciplinary approach). Il progetto è coordinato dall’Istituto di scienze polari (Cnr-Isp), grazie anche alla collaborazione dell’osservatorio marino MORSea (Universita’ Parthenope). Si tratta della prima campagna oceanografica dedicata a sette progetti tra attività di lancio e recupero di boe alla messa a mare dei ‘mooring’ per lo studio delle colonne d’acqua, carotaggi per lo studio geologico del fondale e realizzare mappe di aree ancora non cartografate con l’Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana.

di Daniela Faggion

Polo Sud

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