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12 Gennaio 2026 | Economia

L’Italia si conferma palcoscenico mondiale: il settore dei congressi registra oltre 47,2 milioni di presenze totali nel 2024

Il settore della meeting industry italiana sta attraversando una stagione di straordinaria vivacità, consolidando il ruolo del nostro Paese come destinazione d’eccellenza nel panorama internazionale degli eventi businessSecondo i dati dell’undicesima edizione del Rapporto dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Università Cattolica, il 2024 ha segnato un record storico in termini di presenze sul territorioCon oltre 47,2 milioni di presenze totali, il comparto non solo è cresciuto del 12,9% rispetto all’anno precedente, ma ha finalmente superato i volumi registrati prima dell’emergenza sanitaria, a testimonianza di una resilienza e di una capacità di rinnovamento uniche al mondo.

Questa scalata verso il vertice della competitività globale è sostenuta da un mix di fattori che rendono l’offerta italiana inimitabile: l’altissima qualità delle strutture congressuali, la profonda professionalità degli operatori e la capacità innata delle imprese nazionali di cogliere le sfide dei mercati internazionaliL’attrattività dell’Italia è confermata dal deciso incremento degli incontri a carattere internazionale, che hanno ormai superato le quote del 2019, proiettando l’immagine del Paese come un hub strategico per la conoscenza e l’innovazioneTale dinamismo genera un impatto economico diretto e rilevante sulle destinazioni ospitanti, alimentando una filiera che unisce ospitalità, servizi tecnologici e valorizzazione del patrimonio culturale.

Un elemento distintivo dell’eccellenza italiana risiede nella straordinaria varietà e bellezza delle sue location. Se gli alberghi con sale meeting continuano a ospitare la maggior parte degli eventi, si assiste a una vera e propria esplosione di interesse per le sedi cariche di storia e per gli spazi creativiLe dimore storiche, tra cui abbazie, castelli e ville d’epoca, hanno registrato una crescita record del 20,6% nel numero di eventi, dimostrando come il patrimonio artistico nazionale possa trasformarsi in un asset strategico per il business modernoParallelamente, gli spazi non convenzionali, come centri di innovazione tecnologica e location nate dalla rigenerazione urbana, hanno visto un incremento delle presenze del 46%, intercettando la domanda di format sempre più personalizzati e originali.

Dal punto di vista geografico, pur rimanendo il Nord la locomotiva del settore con oltre il 57% degli eventi totali, l’eccellenza italiana si sta diffondendo con forza in tutto il territorioIl Mezzogiorno e le Isole mostrano tassi di crescita superiori alla media nazionale, con un aumento degli eventi nel Sud del 14,6% e un incremento record delle presenze nelle Isole del 18,8%Questa distribuzione diffusa del valore testimonia la capacità dei territori di investire in accoglienza e infrastrutture, rendendo ogni regione una potenziale capitale dei grandi congressiNonostante le sfide poste da un contesto geopolitico complesso e dall’aumento dei costi, la meeting industry italiana si conferma un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, capace di generare valore, occupazione e prestigio internazionale.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/davide-a-porro/" target="_self">Davide A. Porro</a>

Di Davide A. Porro

Giornalista radiofonico dal 1982 al 1986, ho collaborato con diverse emittenti. Parallelamente, dal 1984 al 1990 ho lavorato come giornalista musicale e di spettacolo per varie testate, sia radiofoniche che di carta stampata. Nel 1984 assumo il ruolo di giornalista e responsabile dello sviluppo per la prima agenzia di stampa radiofonica italiana, curando la fornitura di notiziari, interviste e servizi a oltre 100 radio a livello nazionale. Nel 1989, attraverso le sinergie sviluppate da Diesis nasce Telepress, per la quale scrivo da allora.

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