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30 Settembre 2026 | Attualità, Innovazione

L’Ortolano di Arcimboldo all’esame della TAC: la diagnostica medica analizza la creazione del dipinto

Il dipinto della Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona è stato analizzato con una tomografia a conteggio di fotoni presso Humanitas University. L’obiettivo è stabilire se l’opera sia la prima testa composita ideata dal pittore milanese.

Il dipinto della Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona è stato analizzato con una tomografia a conteggio di fotoni presso Humanitas University. L’obiettivo è stabilire se l’opera sia la prima testa composita ideata dal pittore milanese.

Una scodella colma di ortaggi, basta capovolgerla perché diventi il volto di un contadino. Da oltre quattro secoli L’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo mette alla prova lo sguardo di chi lo osserva. Oggi a scrutarlo è una macchina progettata per leggere il corpo umano.

Il dipinto appartiene alla Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona ed è stato sottoposto a una tomografia computerizzata nella sede di Humanitas University a Rozzano, alle porte di Milano. Il team che ha condotto l’esame è coordinato da Andrea Laghi, professore ordinario di Humanitas University e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas.

Una domanda precisa

L’indagine nasce da un’ipotesi che toccherebbe le origini stesse del linguaggio di Arcimboldo. Mario Marubbi è il conservatore della Pinacoteca. Secondo Marubbi lo scopo delle analisi è ricostruire la procedura tecnico-esecutiva del dipinto per verificare se L’Ortolano sia la prima testa composita dell’artista. Gli esami dovranno chiarire la stratificazione del supporto dovuta a restauri precedenti, studiare la tavolozza e identificare i materiali usati dal pittore.

Le teste composte sono la cifra riconoscibile di Arcimboldo: frutti, fiori, animali e oggetti si saldano in fisionomie umane con la logica di un mosaico vivente. Individuare il punto d’origine di questa invenzione significa collocare con maggiore esattezza un tassello decisivo nella storia del Manierismo europeo.

La tecnologia: ogni fotone conta

Laghi ha chiarito che si tratta di una TC a conteggio di fotoni. Questo tipo di apparecchio converte in segnale elettrico l’energia di ciascun fotone che giunge al rivelatore dopo l’attraversamento della materia. Nel caso del dipinto la materia è costituita dagli strati pittorici e dalla tavola. La risoluzione elevatissima ha permesso di acquisire immagini della stratificazione con uno spessore di un quinto di millimetro.

I rivelatori convenzionali sommano l’energia ricevuta in un unico valore complessivo. La tecnologia a conteggio di fotoni registra invece ogni singola particella e ne misura l’energia. Il risultato somiglia al passaggio da una fotografia in bianco e nero a una immagine a colori: ogni informazione porta con sé una sfumatura in più. Per un’opera d’arte questo si traduce in una lettura più fine degli strati sovrapposti. Il protocollo è del tutto non invasivo e non richiede alcun intervento fisico sulla materia pittorica.

Un’apparecchiatura nata per la clinica

Lo strumento è arrivato a Humanitas con i fondi di ANTHEM, progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca all’interno del Piano Nazionale Complementare al PNRR. Il programma sostiene l’innovazione nella ricerca clinica e una medicina predittiva e personalizzata in quattro ambiti: cuore, cervello, polmoni e tumori. La TAC si trova nel Proton Building dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, inaugurato quest’anno per i trent’anni dell’ospedale. L’edificio è dedicato all’oncologia e ospita la Clinical Trial Unit e la Protonterapia.

L’opera

L’Ortolano è un olio su tavola di piccolo formato che misura 35,8 per 24,2 centimetri. La datazione indicata lo colloca fra il 1587 e il 1590. L’opera è entrata nelle collezioni cremonesi nel 1842 con il lascito del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone ed è una delle principali attrazioni del museo.

Il dipinto appartiene al genere delle teste reversibili. Giovan Paolo Lomazzo nel suo Trattato della pittura del 1584 indicava già Arcimboldo come specialista di queste composizioni capricciose. Una rotazione di 180 gradi ne trasforma radicalmente contenuto e significato, in una sorta di metamorfosi ovidiana. Qui la ciotola di ortaggi diventa un ritratto ironico dell’ortolano, figura priapica carica della forza fertile della natura. Marubbi colloca l’opera poco prima del ritratto di Rodolfo II come Vertumno del 1590 e ne sottolinea la vicinanza al naturalismo sperimentale delle serie degli Elementi e delle Stagioni.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/serena-campione/" target="_self">Serena Campione</a>

Di Serena Campione

Scrivo per Telepress dal 2021 e mi occupo di attualità, sociale e sostenibilità, enogastronomia ed eventi (spesso collegati alla mia regione di origine, ma non solo!) Pugliese di nascita, milanese di adozione da quattro anni. Dopo la laurea in comunicazione e il Master in Digital Communication alla 24Ore Business School entro nel mondo delle PR e media relations, seguendo aziende ed enti in svariati settori, tra cui: sociale, sostenibilità, food e tecnologia.