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24 Gennaio 2008 | Attualità

Mpaa ammette di aver diffuso dati falsi

La Motion Picture Association of America (Mpaa), associazione statunitense che rappresenta gli studios hollywoodiani, ha ammesso di aver divulgato dati falsi al fine di accendere i riflettori sulla condivisione illegale dei file.

La Motion Picture Association of America (Mpaa), associazione statunitense che rappresenta gli studios hollywoodiani, ha ammesso di aver divulgato dati falsi al fine di accendere i riflettori sulla condivisione illegale dei file scaricati da internet nei campus universitari. La ricerca incriminata risale al 2005, e sostiene che il 44% di tutte le perdite degli introiti nel mercato Usa sia provocato dall’utilizzo delle connessioni universitarie per lo scambio di copie illegali. La Mpaa si è appellata a un errore umano nello svelare che in realtà la percentuale corrispondeva al 15%, senza spiegare perché ci siano voluti due anni per rendere nota la verità.

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La notizia di maggiore risonanza è stata la liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela. C’è anche lo strano caso dell’anmalia di decessi a Castiglion Fiorentino riportato da Eurasia Daily.  Buona copertura del vertice tra Giorgia Meloni e Sanae Takaichi a Tokyo, con l’elevazione delle relazioni bilaterali a “partnership strategica speciale”. Del referendum sulla riforma della giustizia c’è stata copertura in Europa e America Latina. In ambito giudiziario, il non luogo a procedere per Chiara Ferragni ha dominato i media germanofoni.