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3 Novembre 2023 | Ambiente, Innovazione

Nasce il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità

Viene presentato al Festival della Scienza di Genova. Avrà il suo centro a Palermo, con 2000 scienziati e 49 istituzioni impegnati a studiare e preservare gli ecosistemi e la biodiversità del nostro Paese

Il Festival della Scienza di Genova in programma fino al 5 novembre è dedicato alle ‘Impronte’, da quella genetica a quella biometrica a quella ecologica. Per questo, risulta particolarmente in tema il lancio del National Biodiversity Future Center (NBFC), primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità. Si tratta di un impegno concreto per promuovere la gestione sostenibile della biodiversità, che svolge un ruolo cruciale nel funzionamento di tutti gli ecosistemi del Pianeta ed è alla base della vita sulla Terra.

La varietà biologica in tutte le sue forme, dai microbi alle piante e agli animali, fino alla specie umana con le sue diversità culturali, è nel Mediterraneo un patrimonio ancor più prezioso. In Italia, nello specifico, è concentrata secondo i dati Ispra una diversità biologica tra le più significative di tutta l’Europa, con 60.000 specie animali, 10.000 piante vascolari e oltre 130 ecosistemi. Il Centro nazionale di ricerca dedicato alla biodiversità nasce proprio per studiare e tutelare questa ricchezza, protetta anche dall’articolo 9 della Costituzione italiana così come modificato nel febbraio 2022, e dalla nuova formulazione dell’articolo 41 su tutela della salute e dell’ambiente.

Istituito e finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), NBFC è uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera. Promosso e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), insieme a 49 partner, tra università, centri di ricerca, fondazioni e imprese, ha la sua sede centrale a Palermo. Per questo progetto è previsto un finanziamento di 320 milioni di euro per tre anni, dal 2023 al 2025, e il coinvolgimento di 2000 ricercatori, la metà dei quali sono donne. I bandi rivolti all’esterno del network coinvolgeranno poi una moltitudine di altri soggetti, nel segno della massima inclusività. “Un’attività”, dichiara la Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza, “che assume una rilevanza strategica nell’ottica di contribuire a raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la riduzione della perdita di biodiversità e la conservazione, il ripristino e il corretto utilizzo degli ecosistemi”.

L’obiettivo è quello di mettere a sistema tutte le ricerche italiane sulla biodiversità e le istituzioni già impegnate sul territorio (parchi, riserve, aree marine protette, associazioni ambientaliste, comunità e reti locali), lasciando in eredità progetti che – dal 2026 in poi – possano proseguire autonomamente. Attraverso questa rete nazionale estesa il Consorzio avrà la possibilità di intraprendere azioni concrete, efficaci e immediate per arrestare la perdita di biodiversità, contribuendo a perseguire l’obiettivo di proteggere il 30% del territorio italiano entro il 2030, come chiede l’Unione Europea

Il National Biodiversity Future Center viene presentato ufficialmente nell’ambito della XXI edizione del Festival della Scienza di Genova, domenica 5 novembre a Palazzo Ducale. All’incontro “Un centro nazionale per la biodiversità. Conoscere e salvaguardare la biodiversità italiana” parteciperanno Simonetta Fraschetti (Università degli Studi di Napoli Federico II); Mariachiara Chiantore (Università degli Studi di Genova); Gloria Bertoli, (CNR); Hellas Cena (Università di Pavia); Gian Marco Luna (CNR); Alberto Di Minin, (Scuola Superiore San’Anna di Pisa e Direttore Innovazione del NBFC).

di Daniela Faggion

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