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Nasce in Italia il primo modello matematico del cuore

Messo a punto dal Politecnico di Milano, potrà cambiare il modo in cui si studia il cuore e le patologie cardiache, aprendo a nuove procedure terapeutiche. Denominato iHeart, il primo simulatore sviluppato dal Politecnico di Milano e presentato sulla rivista Nature Scientific Reports, offre una precisione senza precedenti nella simulazione delle funzionalità del cuore e […]

5 Ottobre 2023 | Innovazione

Messo a punto dal Politecnico di Milano, potrà cambiare il modo in cui si studia il cuore e le patologie cardiache, aprendo a nuove procedure terapeutiche.

Denominato iHeart, il primo simulatore sviluppato dal Politecnico di Milano e presentato sulla rivista Nature Scientific Reports, offre una precisione senza precedenti nella simulazione delle funzionalità del cuore e delle relative patologie.

Si tratta di un modello matematico e computazionale del cuore umano, frutto della collaborazione tra il laboratorio MOX del Dipartimento di Matematica e il LaBS del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, presenta i risultati dell’iHEART Simulator. Ciò che lo rende unico è la sua capacità di integrare in un’unica piattaforma i complessi processi dell’elettromeccanica, dell’emodinamica e della perfusione cardiaca.

I ricercatori, coordinati dal matematico Alfio Quarteroni (nel 2022 al 1º posto in Italia nel ranking Top Mathematics Scientists di research.com, 48° nel mondo) hanno collaborato con diverse realtà per sviluppare un modello matematico del cuore che fosse il più completo possibile. Con l’Irccs Ospedale San Raffaele e l’Humanitas Research Hospital di Milano, hanno sviluppato modelli per comprendere le aritmie cardiache come la tachicardia ventricolare o la fibrillazione atriale.

Con l’Ospedale Sacco di Milano, invece, è stato sviluppato un modello che guida i cardiochirurghi nella rimozione di parte del setto interventricolare, per trattare la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, mentre assieme all’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto è stato creato uno strumento matematico per ottimizzare la terapia di risincronizzazione cardiaca e ridurre i tempi in cui il paziente rimane esposto all’intervento.

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