Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content

3 Novembre 2021 | Attualità

Nelle statuine del presepe napoletano i re magi ora hanno il green pass

A Napoli nel cuore della città antica, nella culla della tradizione presepiale della città, dopo i camici e le mascherine anche per le statuine arriva il green pass. Insieme a oro, incenso e mirra tra le mani dei re magi, qualche giorno fa, è apparso il simbolo più recente della pandemia mondiale, il certificato verde.

Ogni anno a San Gregorio Armeno, celebre nel mondo come la strada dei presepi, gli artigiani espongono nelle loro botteghe statuine che ricordano personaggi o eventi particolarmente allegorici. Accanto a quelle più tradizionali della natività, spuntano spesso volti famosi, icone pop, politici, attori, cantanti, cifra di un impegno creativo quotidiano che produce innovazione in un’arte, quella presepiale appunto, dove la tradizione si intreccia con l’attualità. Un tripudio di fantasia e ironia. Specchio dell’attualità, artifizio originale per sdrammatizzare su personaggi e circostanze, ogni giorno oggetto di critiche e polemiche.

L’originale idea dei Re Magi muniti di Green Pass è nata dalle mani, nel cuore e nella testa del maestro Marco Ferrigno. Titolare di una delle più famose botteghe della via, l’artigiano offre una visione personale e appassionata dell’attualità, con la consapevolezza che il momento che tutto il mondo sta vivendo richiede anche un pizzico di sana ironia. “Con questa novità abbiamo voluto semplicemente mettere in scena l’attualità – afferma Marco Ferrigno – era obbligatorio per i Re Magi avere il tanto discusso Green Pass, dal momento che stanno per cominciare un lungo viaggio che li porterà verso la stalla dove nascerà il Bambino Gesù. Naturalmente anche il loro certificato avrà una scadenza, la sua validità, infatti, è fino al 6 gennaio” (fonte arteferrigno.it).

Teste di terracotta, corpo in ferro e canapa, mani e piedi in legno, occhi in cristallo, abiti in seta di San Leucio, ogni statua è un capolavoro di genio e immaginazione. Una passione, una storia, un mestiere che si tramanda di generazione in generazione. San Gregorio Armeno non è solo un pezzo di Napoli, è un pezzo di arte, in cui si respira tutto l’anno la magia del Natale, della storia e della tradizione. Un’esposizione permanente, un laboratorio dei tempi dove si modernizza un’arte secolare.

Situata nel cuore di Napoli, tra via dei Tribunali e la famosa Spaccanapoli, San Gregorio Armeno è un’antica stradina di origine romana che ospitava il tempio romano consacrato alla Dea Cerere, la dea della fertilità e della terra. I cittadini portavano come ex voto statuette di terracotta al tempio e per questo motivo la via era piena di botteghe di artigiani che confezionavano queste votive. Nel X secolo, però, sulle fondamenta dell’antico tempio romano fu costruito un monastero dove alcune monache dell’ordine di San Basilio, scappate da Costantinopoli a causa della persecuzione iconoclasta, depositarono le reliquie di San Gregorio vescovo d’Armenia. Con la diffusione del cristianesimo e dell’idea di rappresentazione della Natività, gli artigiani della zona vennero incaricati dalle ricche famiglie napoletane non più di produrre statuette votive, ma personaggi dei Vangeli cristiani. Lo sviluppo della tradizione del presepe napoletano, a metà del Settecento, portò San Gregorio Armeno a diventare famosa come “la via dei Presepi” grazie ai maestri che confezionavano, e tutt’ora confezionano a mano, particolari statuette.

Qui Maradona lo trovi ovunque, e poi Totò, Troisi, Eduardo De Filippo, Pino Daniele, Bebe Vio, i reali d’Inghilterra, Papa Francesco e quest’anno anche Raffaella Carrà, è l’elenco dei numerosi personaggi famosi che popolano il luogo dove Natale è tutto l’anno. E se mancano ormai circa due mesi alle festività natalizie, è questo il periodo migliore per una visita in tranquillità senza essere trasportati dalla folla oceanica che ogni anno fa tracimare le suggestive vie del centro. Il presidente dell’associazione di promozione sociale “Le Botteghe di San Gregorio Armeno”, Gabriele Casillo, dati alla mano, fa sapere che San Gregorio Armeno, dopo le difficoltà dovute alle restrizioni legate alla pandemia di Covid-19, ancora in corso, si conferma attrattore naturale del turismo campano, italiano ed estero, richiamando di nuovo tantissimi turisti nella città di Napoli e di conseguenza nella regione Campania, riportando l’Italia ai vertici della meta turistica di tutto il mondo.

A spingere in questa direzione arriva Alberto Angela che ha girato, a fine ottobre scorso, a San Gregorio Armeno, “Stanotte a Napoli” che andrà in onda la notte di Natale su Rai Uno. Nella puntata speciale, dedicata dal divulgatore scientifico più famoso della televisione italiana al capoluogo partenopeo, non poteva mancare, infatti, la celebre strada dei presepi, conosciuta in tutto il mondo per le sue botteghe artigiane di maestri pastorai.

Fonte: ANSA

 

di Luisa D’Elia

Guarda anche:

A Roma la ventesima edizione di “Più libri più liberi”

La piccola e media editoria italiana si incontra per cinque giorni di dibattiti e presentazioni. Dal focus internazionalizzazione un dato rassicurante: crescono i titoli italiani ceduti in Europa...

Le sfide di Milano

Una visione di Milano 2030 è evocata nel volume “8tto Racconti di Milano - Verso un nuovo progetto di città”. Edito da Assimpredil Ance di Milano, Lodi, Monza e Brianza, per approfondire, sotto...

Donne e over 65 i bevitori italiani di vino nell’analisi post pandemia

Uno studio dell’agenzia Wine Intelligence traccia il profilo post pandemia del consumatore italiano del vino.  La pandemia ha modificato il profilo del consumatore italiano di vino che è sempre più...