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14 Maggio 2014 | Economia

Occupy Silicon Valley pro net neutrality

La protesta è partita in grande stile, con gli internauti spalleggiati dai colossi internet , Google e Facebook in testa: tutte le compagnie legate all’economia web, nonché gli utenti, si schierano  contro il nuovo regolamento stilato dalla Federal communications commission , che prevede servizi di banda extra per le aziende in grado di pagare di più agli operatori di tlc. La Fcc propone una riduzione della neutralità della rete, con tariffe differenziate a seconda della quantità di banda e della velocità richiesta da ciascun sito . Questo significherebbe creare autostrade preferenziali per i grandi marchi, che già pagano qualche dollaro in più per permettersi la gestione di enormi quantità di dati, e penalizzare le piccole realtà, che non avrebbero i fondi per pagare i servizi ultra-veloci.  Gli internauti però non ci stanno, spaventati dalla propspettiva di una rete ancor più dominata dalle società più ricche e potenti, consci che il nuovo sistema frenerebbe la nascita e la crescita di nuove realtà potenzialmente importanti. Le web company principali, dal canto loro, hanno fondato un comitato che chiede alla Fcc di ritirare il progetto di regolamentazione. Amazon, eBay, Twitter, Yahoo! e Netflix condividono in buona sostanza l’opinione dei loro utenti: “Negli ultimi vent’anni – dicono – , gli innovatori americani hanno creato innumerevoli applicazioni basate su internet, offerto contenuti e servizi utilizzati in tutto il mondo […]. L’innovazione che abbiamo visto fino a oggi è accaduta in un contesto privo di discriminazioni. Un internet aperto significa anche libertà di parola e opportunità per miliardi di utenti” . A preccupare sono anche le ripercussioni sull’economia legata alla rete : “Internet rappresenta anche un motore di imprenditorialità e crescita economica – sostiengono i big della Silicon Valley – . La Fcc, quindi, dovrebbe adottare misure che permettano al web di rimanere una risorsa aperta per le comunicazioni e per il commercio” .   Il fronte mobile del web si è attivato per difendere uno dei princìpi cardini del medium internet così come lo si è conosciuto finora : tra alti e bassi, non senza qualche contraddizione, la neutralità della rete è rimasta in cima alla lista dei fondamenti ideologici della stessa. Minarla del tutto o ritrattarla significherebbe riscrivere l’organizzazione di internet, della sua struttura, della sua economia e – infine – della sua fruizione.  La Commissione non sembra disposta a trattare a oltranza con Google & Co. : il presidente Tom Wheeler ha annunciato che i membri stanno rivedendo il testo del provvedimento, in seguito alle migliaia di suggerimenti ricevuti, ma al termine del processo non ci saranno altri colloqui e la proposta di legge andrà dritta verso l’applicazione. Wheeler pensa all’aggiunta di norme che limitino i favoritismo da parte degli operatori, che non potranno garantire servizi particolari ai clienti più esclusivi (e remunerativi), ma dovranno dare un’offerta identica a tutte le aziende (divisa però in fasce di prezzo e prestazioni). Un colpo al cerchio, uno alla botte. Anche negli Stati Uniti, online e offline, funziona così.

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