Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

18 Gennaio 2013 | Economia

Page: Facebook e Apple lavorano male

Larry Page torna a parlare in una lunga intervista a Wired . Mr. Google ne ha per tutti. A cominciare da Apple, un avversario che ai tempi di Steve Jobs voleva la ” guerra termonucleare ” verso Android. ” Non mi pare abbia funzionato granché “, commenta il ceo. E anche Facebook: ” Non hanno buoni prodotti”. Sembra più preoccupato per lo stato dell’arte dell’innovazione nel mondo dell’hi-tech, e non per gli effettivi risultati dei concorrenti. L’ideale del ceo di Google è un ciclo evolutivo nei concetti e nei prodotti che non migliori quanto già esiste del 10%, ma porti il discorso più avanti di dieci volte.  “Pensiamo troppo alla competizione”, dice Page, ” ma non è un parametro che da solo ha permesso che venissero realizzate grandi cose. Non credo sia così eccitante arrivare al lavoro pensando di dover soltanto tenere testa a un concorrente. In questo modo si fanno sempre le stesse cose, certo con un’apprezzabile sicurezza. Ma i miglioramenti graduali dei prodotti alla lunga portano alla decadenza delle aziende tecnologiche. Perché in questo settore esistono i salti generazionali improvvisi, i cambiamenti non incrementali”.  

Guarda anche:

SOS frantoi. Il paradosso italiano

Unaprol e Coldiretti hanno recentemente presentato l’esclusivo rapporto su “La guerra dell’olio Made in Italy” diffuso all’alba dell’attuale campagna olearia 2022/2023. Ad emergere è un’incognita...

Come vendere tulipani agli olandesi!

Vale 1 miliardo di euro l'export made in Italy di piante fiori e fronde. Nel dettaglio, si tratta di 1.146.762.653 euro, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 (erano 937.756.550...

Tornano nei campi italiani miglio e avena grazie al progetto europeo “Re- Cereal”

La coltivazione di avena, miglio e grano saraceno sta nuovamente attirando l'interesse degli agricoltori delle regioni alpine di Austria e Italia. Una notizia a beneficio dei 233.000 ciliaci ad oggi...