Sono diversi gli Stati dell’Unione Europea in cui, alle elezioni svoltesi pochi giorni fa, erano candidati rappresentanti dei locali partiti Pirata . Se cinque anni fa i risultati erano stati sorprendenti, superando le aspettative e conquistando ben due seggi a Bruxelles, questa volta il successo del 2009 non s’è ripetuto : in molti casi non è stata raggiunta la soglia minima per poter conquistare un seggio, anche se il candidato possedeva un nome famoso. È il caso per esempio della Finlandia , dove la candidatura di Peter Sunde, fondatore di The Pirate Bay, non ha comunque permesso al partito Pirata di andare oltre lo 0,7% dei voti: non sufficienti a portare Sunde a Bruxelles. Di certo non entusiasmante è stata la raccolta di voti in Svezia , dove i pirati sono passati dal 7,1% delle precedenti elezioni europee al 2,2% raccolto quest’anno: anche in questo caso, non abbastanza per restare al Parlamento. Un’eccezione alla regola è invece il Lussemburgo , dove il partito ha ottenuto il 4,23%, tuttavia non sufficiente per ottenere uno dei seggi assegnati al Granducato, che sono solo sei. Il successo è stato raggiunto in Germania , dove l’1,4% dei voti (senza soglie di sbarramento) permetterà di mantenere un rappresentante: è questo l’unico Pirata che siederà in Parlamento. In qualche caso il seggio è stato mancato per pochissimo: è il caso per esempio della Repubblica Ceca , dove è stato ottenuto il 4,78% dei voti, ma serviva il 5%: i pirati non sono riusciti a entrare in Parlamento per 3.337 voti, e hanno annunciato che faranno ricorso contro lo sbarramento del 5%. Così Rick Falkvinge, fondatore del primo partito Pirata, commenta il risultato: “Come movimento, siamo passati da due seggi a uno, pur essendo stati terribilmente vicini a ottenerne tre. D’altra parte, in nessuna partita un punto ‘quasi realizzato’ serve a qualcosa. La cosa più importante era che ci fossero Pirati nel Parlamento Europeo dopo queste elezioni, e abbiamo raggiunto questo obiettivo. La storia continua, e abbiamo rappresentanti all’interno” .
Pochi Pirati arrivano al Parlamento europeo
Sono diversi gli Stati dell'Unione Europea in cui, alle elezioni svoltesi pochi giorni fa, erano candidati rappresentanti dei locali partiti Pirata. Se cinque anni fa i risultati erano stati sorprendenti, superando le aspettative e conquistando ben due seggi a Bruxelles, questa volta il successo del 2009 non s'è ripetuto
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