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4 Ottobre 2021 | Ambiente

Quasi 1.300 eventi atmosferici estremi: il bilancio di un’estate italiana

L’Italia ha registrato una media di circa 14 eventi atmosferici estremi al giorno in quella che, secondo Coldiretti, è stata la sesta estate più calda dal 1800.

Quasi 1.300 tra nubifragi, bombe d’acqua, trombe d’aria, grandinate e tempeste di fulmini: è l’effetto della tropicalizzazione del clima ma anche il bilancio in Italia dell’estate appena conclusa. Eventi che, secondo un’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr e Eswd (European severe weather database), sono aumentati del 58% rispetto allo scorso anno con temperature che hanno registrato il +1,55 gradi rispetto alla media.

Gli eventi

Tra le zone più colpite c’è il nord Italia, interessato da alluvioni, forti temporali, grandinate di dimensioni eccezionali, raffiche di vento e addirittura tornado. A Torino, nel mese di luglio, chicchi di ghiaccio grandi come noci hanno provocato danni ingenti alle automobili e hanno devastato molte coltivazioni agricole nell’intera provincia ma anche nel biellese, nel cuneese e nell’astigiano. Molti danni anche in Trentino, dove il vento forte ha sradicato gli alberi e scoperchiato i tetti di alcune case. A Novara una bomba d’acqua ha ribaltato il tetto di un supermarket, fatto evacuare immediatamente, e forti raffiche di vento hanno fatto precipitare gli alberi sulle auto in sosta. Nel milanese, chicchi di grandine delle dimensioni delle arance, hanno sfondato vetrate, distrutto auto e danneggiato le coperture di alcune terrazze mentre le temperature sono crollate di 19 gradi in pochissime ore. Solo due settimane fa l’aeroporto di Malpensa è stato chiuso a causa del violento nubifragio che ha allagato le piste. L’evento ha richiesto l’intervento degli specialisti del soccorso fluviale che hanno tratto in salvo decine di persone, rimaste bloccate in varie zone dello scalo, con i gommoni da rafting. Agli inizi di settembre, una tromba d’aria – la numero 105 dall’inizio dell’anno sul territorio italiano – si è abbattuta sull’isola trapanese di Pantelleria causando la morte di due persone e innumerevoli danni. A Soverato, in provincia di Catanzaro, un nubifragio ha trasformato in poco tempo le strade in fiumi di fango.

I danni

Secondo la Coldiretti, a causa di questi eventi, l’agricoltura italiana ha perso nel 2021 quasi 2 miliardi di euro tra tagli della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. Allagamenti, frane e smottamenti hanno danneggiato i campi, con viti e ulivi abbattuti e coltivazioni di mais, soia e riso duramente colpite in prossimità della raccolta; molti mezzi agricoli, pesanti anche qualche tonnellata, sono andati distrutti poiché ribaltati dal forte maltempo. Come afferma la Coldiretti, “l’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

Le cause

Le motivazioni dietro questi eventi estremi sono da ricercare, secondo gli esperti, nel fenomeno della tropicalizzazione, ossia la modificazione del clima di una determinata regione verso le caratteristiche tipiche di quelle tropicali, caratterizzate da temperature elevate durante l’anno e precipitazioni violente e abbondanti concentrate in determinati periodi. I segnali più evidenti sono grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. “Le precipitazioni violente provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio come quello italiano – sottolinea Coldiretti – reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 7252 comuni, ovvero il 91,3% del totale, a rischio idrogeologico secondo dati Ispra”. “Con il cambiamento in atto nella distribuzione temporale, geografica e nella intensità delle precipitazioni, un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e non a caso inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo Draghi. – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini Con i bacini potremmo arrivare a trattenere l’acqua portando la risorsa idrica dove non c’è, con la possibilità di aumentare le rese e combattere il dissesto idrogeologico. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione”.

 

di Antonietta Vitagliano

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