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21 Novembre 2007 | Attualità

Rai-Mediaset: le relazioni pericolose della tv italiana

Il quotidiano La Repubblica pubblica un’inchiesta dal tiolo “L’alleanza segreta tra Rai e Mediaset” che denuncia accordi sottobanco tra dirigenti delle due tv. La Direzione Generale della Rai ha così aperto un’indagine interna. Alla Direzione Affari Legali della tv di Stato è arrivato l’ok perché “ l’Azienda si costituisca parte lesa al fine di poter intraprendere tutte le eventuali necessarie iniziative a tutela della Rai ”. Molto dure le reazioni da rai e Mediaset come anche quelle del mondo politico. “ Bisogna tutelare la Rai: questo è il primo dovere di tutti coloro che hanno le maggiori responsabilità. Ma nessuno può tutelare l’azienda meglio dell’azienda stessa che non è un’entità astratta ma che è fatta di tante persone. Voi tutti lo fate per l’azienda ma anche in nome di un servizio pubblico così importante per la vita civile di questo Paese. La Rai di oggi non è ancora quella che dovrà diventare domani ma non è neanche quella di ieri. Non ci sono più zone d’ombra impenetrabili. Qui tutti sanno tutto. La nave imbarca acqua a tal punto da rischiare il naufragio; se non si interviene, se si lasciano andare così le cose, il peggio è sicuro, e a scadenza non lontana ”. Claudio Petruccioli , presidente del Cda della Rai “ Siamo alle stupidaggini: che Rai e Mediaset si facciano concorrenza è sotto gli occhi di tutti 72 ore al giorno. Detto questo, è evidente che, come accade nei giornali, i direttori si chiamino, si consultino. Dopodiché qualsiasi strumentalizzazione è possibile. I nostri legali stanno predisponendo le querele. Far sembrare che ci siano intese e accordi tra i dirigenti delle due aziende basandosi sui contenuti delle intercettazioni mi sembra una cosa ridicola. Quando ci sono notizie come la morte del Papa o le elezioni amministrative è normale che ci sia una consultazione. Penso che i De Bortoli, i Mauro (direttori de Il Sole 24 Ore e de La Repubblic, ndr) si sentano ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Mi sembra tanto rumore per nulla ”. Gina Nieri , consigliere di amministrazione Mediaset “ Non spetta a me giudicare i comportamenti dei singoli, tanto meno sulla base di intercettazioni. Tuttavia una cosa è certa: all’ombra del duopolio affiora un clima collusivo che non mi pare edificante per il servizio pubblico e per la sua autonomia ”. Paolo Gentiloni , ministro delle Comunicazioni “ Bisogna che il Parlamento ponga mano subito alle leggi sul conflitto di interessi e sulla riforma della Rai, per definire norme che ne difendano l’autonomia, e che l’organo di autogoverno della nostra categoria, l’Ordine dei giornalisti, acquisisca gli atti per verificare se vi sono state violazioni delle norme deontologiche da parte di iscritti all’albo. Se i contenuti delle intercettazioni telefoniche di dirigenti Rai e Mediaset saranno confermati si tratterebbe di una vicenda di assoluta gravità. Anche se il sospetto che in una determinata fase della vita italiana le due grandi aziende televisive si siano consultate e abbiano concordato il ‘taglio’ di almeno una parte dell’informazione politica, si era consolidato nella opinione pubblica. Manager aziendali che si telefonano e si informano a vicenda dei rispettivi palinsesti, in occasione di grandi eventi o meno, e che si sentono continuamente con i più stretti collaboratori dei politici; direttori giornalistici, notisti e curatori di rubriche di informazione che fanno altrettanto ed assicurano fedeltà al potente e una informazione orientata. Sono aspetti di in costume che offende quelle centinaia, migliaia di giornalisti della Rai e di Mediaset che fanno ogni giorno onestamente e con correttezza il proprio mestiere ”. Paolo Serventi Longhi , segretario della Federazione nazionale della stampa “ La decisione della Rai di aprire un’indagine interna in relazione al contenuto di intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da un quotidiano nazionale appare adeguata ad accertare eventuali infedeltà aziendali. Nel frattempo è utile evitare strumentalizzazioni politiche il cui unico risultato consisterebbe nel rendere ancor più drammatica la già caotica situazione all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo. Naturalmente, l’Ufficio di presidenza della Vigilanza previsto per questo pomeriggio non mancherà di affrontare l’argomento ”. Mario Landolfi , presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai “ L’Adrai, di fronte alla pubblicazione  di intercettazioni di telefonate tra dirigenti Mediaset, esponenti di Forza Italia e dirigenti Rai che configurerebbero all’interno dell’Azienda l’esistenza di comportamenti da veri e propri ‘commissari politici’, chiede al vertice aziendale di fare immediatamente la massima chiarezza, a tutela degli interessi dell’Azienda e anche a garanzia dei diritti degli stessi interessati. Ove tali comportamenti fossero confermati, l’Adrai chiede l’adozione di provvedimenti atti a ripristinare il prestigio e l’autorevolezza del Servizio Pubblico radiotelevisivo. Non è infatti concepibile che settori delicati e decisivi dell’ Azienda restino affidati a dirigenti che dovessero risultare coinvolti in attività contrarie agli interessi del Servizio Pubblico e dell’Azienda in quanto tale. L’Adrai illustrerà questa posizione all’Assemblea indetta quest’oggi a Saxa Rubra dal Sindacato dei giornalisti ”. Adrai , l’associazione che rappresenta i dirigenti di Viale Mazzini “ Quanto è emerso è di una enorme gravità. Sta emergendo un intreccio e una commistione nei quali il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo è stato calpestato. Tutto questo insieme a comportamenti in contrasto con i principi della libera concorrenza, del mercato e con i doveri che sono propri del servizio pubblico. Questa vicenda conferma, inoltre, la necessità di un nuovo assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai. E’ una delle cose più urgenti che devono essere affrontate. Da parte mia ho avanzato idee e proposte che mirano ad allontanare la Rai dai partiti, a dare all’azienda quella autonomia e quella capacità di lavorare che le competono e che sono indispensabili al Paese ”. Walter Veltroni , segretario del Pd “ Trovo davvero molto grave ciò che emerge dalle intercettazioni pubblicate oggi da Repubblica in merito ai rapporti tra tv pubblica e tv commerciale. Altro che libera concorrenza e mercato! Quello che emerge è un un duopolio drogato, un vero e proprio monopolio fatto di accordi e intese sottobanco determinati da convenienze e interessi politici. Dal 2002 vi è stata una vera e propria occupazione di tutti i gangli vitali della Rai con un doppio obiettivo: controllare l’informazione pubblica e, di fatto, assoggettare la televisione pubblica ad interessi di parte. Non é certo questa la democrazia moderna dell’informazione che molti, le principali autorità dello Stato in primis, hanno auspicato e auspicano. Una democrazia sana e moderna non vive ed é monca se l’informazione subisce controlli e monopoli. Credo sia giusto che la magistratura faccia chiarezza su queste vicende ma a questo  punto al Parlamento spetta il compito di affrontare con serietà il tema: è necessario che tutto il mondo della politica compia una riflessione complessiva e concreta. E’ ora che la politica faccia davvero un passo indietro, che l’azienda Rai sia liberata da lacci e lacciuoli che le impediscono di svolgere il proprio compito con autonomia, obiettività e trasparenza. E serve soprattutto che finalmente il Parlamento metta mano con urgenza ad una riforma del sistema radiotelevisivo che risolva una volta per tutte il tema della democrazia dell’informazione e affronti in modo corretto ma deciso il nodo del conflitto di interessi. Accelerare l’iter della Gentiloni è oggi ancora più necessario ”. Anna Finocchiaro ,presidente del gruppo dell’Ulivo del Senato “ Le intercettazione telefoniche pubblicate da la Repubblica rischiano di gettare una macchia indelebile e insopportabile sulla Rai. Un conto sono le voci, un conto è leggere che fra dirigenti Rai e Mediaset si concordavano programmi, strategie, azioni di disturbo, occultamento di informazioni. La Rai deve acquisire subito l’originale delle intercettazioni, e attivare il comitato etico e l’audit interno. Massimo impegno e massima trasparenza sono indispensabili per accertare la verità dei fatti. Soprattutto nell’interesse dell’immagine Rai e di quanti ci lavorano ”. Carlo Rognoni , consigliere d’amministrazione Rai. “ Mi sono molto divertito, sono amico di Del Noce da 40 anni, ho parlato con lui di tutto, forse avrò anche accennato alla politica e alle elezioni ma non sono un concertista come mi si vuole far passare ”. Carlo Rossella , ex direttore del Tg5 “ Quelle pubblicate oggi, con una tempistica quanto mai sospetta, rappresentano la vecchia sterile strumentalizzazione comunista. Tutta l’operazione mediatica scatta solo per accelerare l’iter di una legge che ha il preciso obiettivo di distruggere le aziende del presidente Berlusconi ”. Renato Schifani , capogruppo di Forza Italia al Senato

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