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6 Gennaio 2026 | Ambiente

Rifiuti e differenziata, i risultati dell’Italia

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2025 di Ispra il Paese migliora la gestione ma aumenta la quantità generata

Nel 2024 la raccolta differenziata in Italia ha raggiunto un nuovo massimo, attestandosi al 67,7% del totale dei rifiuti urbani prodotti. Si tratta di un incremento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2023, che conferma un percorso di crescita costante del sistema nazionale di separazione dei materiali. Il dato emerge dal Rapporto Rifiuti Urbani 2025 di Ispra e fotografa un Paese che migliora nella qualità della gestione, ma continua a confrontarsi con un aumento complessivo dei quantitativi generati.

La produzione totale di rifiuti urbani nel 2024 ha sfiorato infatti i 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento di circa 664 mila tonnellate rispetto all’anno precedente, pari a +2,3%. L’aumento interrompe una fase di oscillazioni e si inserisce in un contesto di crescita economica più ampia: nello stesso periodo si è registrato un rialzo del Pil e dei consumi delle famiglie, elementi che incidono direttamente sui volumi di rifiuti prodotti.

Il dato pro capite resta comunque inferiore alla media europea: nel 2023 ogni italiano ha prodotto 496 chilogrammi di rifiuti urbani, contro i 511 chilogrammi medi dell’Unione europea. Il confronto con gli altri Paesi UE mostra dinamiche differenti. A livello comunitario, nel 2023 la produzione complessiva di rifiuti urbani è scesa dello 0,2%, fermandosi a 229,2 milioni di tonnellate. Persistono però forti divari tra gli Stati membri: Austria, Danimarca e Lussemburgo superano ampiamente i 700 chilogrammi pro capite annui, mentre Romania e Polonia restano sotto i 370 chilogrammi. L’Italia si colloca in una fascia intermedia, con una crescita quantitativa che va in controtendenza rispetto alla lieve flessione europea.

Accanto alla raccolta differenziata, il Rapporto Ispra analizza l’effettivo avvio a riciclo dei materiali. Nel 2023, la quantità pro capite di rifiuti urbani secchi riciclati nell’UE scende a 147 chilogrammi, in calo rispetto all’anno precedente. L’Italia registra invece un lieve aumento, arrivando a 146 chilogrammi per abitante, un valore sostanzialmente allineato alla media europea ma distante dai livelli raggiunti da Austria e Germania. Anche il ricorso al compostaggio e alla digestione anaerobica mostra segnali di stabilizzazione, con una media UE di 96 chilogrammi pro capite, superata da diversi Paesi del Nord Europa.

Dal punto di vista territoriale, il divario interno continua a ridursi, pur rimanendo significativo. Nel 2024 la raccolta differenziata raggiunge il 74,2% nel Nord, il 63,2% nel Centro e il 60,2% nel Mezzogiorno. Le performance migliori si registrano in Emilia-Romagna e Veneto, entrambe vicine al 79%, seguite da Sardegna, Trentino-Alto Adige e Lombardia. Oltre il 72% dei comuni italiani supera la soglia del 65% prevista dalla normativa, mentre quasi il 90% intercetta almeno la metà dei propri rifiuti in modo differenziato. Tra le grandi città, Bologna supera il 72%, mentre Milano si attesta al 63,3%; Roma resta sotto il 50%, ma mostra un andamento in crescita.

Restano criticità rilevanti nella fase finale della gestione. Nel 2024 oltre 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani sono state ancora smaltite in discarica, pari al 14,8% del totale prodotto. Il dato è in calo del 3,7% rispetto al 2023, ma lontano dall’obiettivo europeo del 10% entro il 2035. Il peso maggiore ricade sul Sud, che concentra oltre il 37% dei conferimenti in discarica, nonostante una riduzione annua superiore al 7%.

Nel complesso, il sistema nazionale mostra progressi strutturali, ma evidenzia come la sfida dei prossimi anni resti quella di coniugare crescita economica, riduzione dei rifiuti prodotti e rafforzamento degli impianti di trattamento e recupero.

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Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.

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