Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

11 Aprile 2013 | Attualità

Robert Capa, tornano gli scatti scomparsi

Sono stati pubblicati alcuni scatti realizzati intorno agli anni '30 nella Spagna di Franco da Robert Capa, e andati persi per circa cinquant'anni. Ora sono tornato in possesso del fratello del fotografo, fondatore del Centro di Fotografia di New York.

Sono stati pubblicati alcuni scatti realizzati intorno agli anni ’30 da Robert Capa , e andati persi per circa cinquant’anni. Capa, un maestro non solo del reportage ma della fotografia in toto, realizzò infatti una serie di scatti nella Spagna di Franco devastata dalla guerra civile, immagini doppiamente preziose dato che la maggior parte della documentazione fotogiornalistica di quegli anni è concentrata principalmente su quanto stava accadendo nel centro Europa. Il fotografo, prima di vedersi costretto ad abbandonare il vecchio continente per poter fuggire dal regime nazista, consegnò gli scatti realizzati in Spagna a un suo amico, Imre Wiess, in modo tale da poterli salvare nel caso gli fosse capitato qualcosa. Gli scatti furono poi consegnati da Weiss a terzi e scomparirono per molto tempo. Diversi anni dopo la morte di Robert Capa, il fratello Cornell (fondatore del Centro di Fotografia di New York) è riuscito finalmente a venire in possesso dei negativi perduti. 

Leggi anche:

Artoteca

L’arte esce dal museo: in Italia le opere si prendono in prestito come libri

Cittadini, biblioteche e opere originali. Le artoteche italiane crescono lentamente e cambiano l’accesso all’arte

Caterina Caselli copertina

60 anni di “Nessuno mi può giudicare”

Il brano che ha lanciato la carriera di Caterina Caselli è stato presentato a Sanremo il 27 gennaio 1966 e da allora continua a essere una hit anche internazionale

brothers-effortlessly for free

L’asilo nido riscrive il microbioma dei bambini

Uno studio dell’Università di Trento mostra che in quattro mesi i piccoli condividono fino al 20% dei batteri intestinali, con effetti potenzialmente duraturi sul sistema immunitario