Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

18 Gennaio 2013 | Attualità

Scontro Stella-Santoro sul compenso

L'ex amministratore delegato di Telecom Media, ha rivelato che il compenso del giornalista è direttamente legato agli ascolti. Ma Santoro ha replicato, precisando che ”quando il programma fa il 12 di share della rete le fasce si bloccano".

Sconfitto dal Cavaliere sotto il profilo della dialettica, Michele Santoro ha comunque vinto nella serata che Servizio Pubblico ha dedicato interamente a una lunga intervista a Silvio Berlusconi. Ha vinto sotto il profilo dello share, e questo era noto da tempo, e ha trionfato sotto quello economico. Sì perché  Giovanni Stella, ex amministratore delegato di Telecom Media, ha rivelato al Corriere della sera che il compenso del giornalista è direttamente legato agli ascolti. “ Di puntata in puntata, lo stipendio di Santoro, varia a seconda di quante persone si piazzano davanti alla tivù a vedere il suo programma. Così quel 33% di share, con 8,6 milioni di spettatori, oltre a rappresentare un record assoluto per la rete che ha trasmesso il programma, varrebbe tanto oro quanto pesa” . Ma il giornalista ha immediatamente replicato alle accuse, precisando che ” quando il programma fa il 12 di share della rete le fasce si bloccano e La7 paga il massimo. Se facciamo anche il 20% o l’80% non cambia nulla. Servizio Pubblico guadagna comunque la stessa cifra”.  “È come una scala ”, ha spiegato il conduttore, “ Berlusconi in questa storia non c’entra niente. In tutte le puntate abbiamo sempre raggiunto il 12% di ascolti. Tra l’11 e il 12 ci sono solo 20 mila euro di differenza che vanno al programma, non a Michele Santoro. Questo sia chiaro. Santoro non è pagato da La7”.

Leggi anche:

luggage-tookapic

Cresce il turismo spagnolo in Italia

Aumenta il flusso di persone che dalla penisola iberica parte per visitare quella italiana

cells-qimono

Raccolta record di plasma in Italia

Il 2025 ha visto il Paese mettere a segno un risultato importante, anche se l’autosufficienza non è ancora realtà

Gli italiani nel 2026: sfiducia e bisogno di stabilità

Il report dell’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica rivela una nazione in bilico, che naviga tra un profondo senso di incertezza e la necessità di stabilità.