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1 Dicembre 2023 | Economia

Sigarette di provenienza illecita? Non è cosa da italiani

Dal “2* Rapporto sul commercio illecito nel settore tabacco e E-Cig” realizzato da Eurispes, in collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie, emerge che circa 2 sigarette su 100 in Italia sono di provenienza illecita. Questo dato colloca il nostro Paese tra gli ultimi posti in Europa per diffusione del fenomeno del contrabbando: ai primi posti si collocano invece Francia (32,4%), Irlanda (24,4%), Inghilterra (21,2%), Grecia (20,9%). 

Un fenomeno che comunque registra perdite per le casse dello Stato del valore di oltre i 280 milioni di euro l’anno.

Solo nell’Ue nel 2022 sono stati così consumati 35,8 miliardi di sigarette illecite, causando ai governi una perdita stimata di 11,3 miliardi di euro di entrate fiscali, l’8,5% in più rispetto al 2021(KPMG, 2022). L’Italia, con una quota di illecito infatti attestata al 2,3% del consumo nazionale, si conferma nel 2022 una best practice a livello europeo.

La Banca Mondiale stima che annualmente il contrabbando di tabacco raggiunga un valore compreso tra i 40 e i 50 miliardi di dollari. All’interno dell’Ue, sono illegali in media il 10% delle sigarette consumate, ovvero in un anno circa 35 miliardi di sigarette derivano da traffici illeciti. Di queste, circa il 25% è riconducibile alla rotta che coinvolge i paesi del Nord e dell’Est Europa. Le altre rotte del traffico di tabacco che impattano l’Europa sono quella nord-africana, quella centro-asiatica, quella mediorientale e quella balcanica.

Il mercato dei prodotti del tabacco in Italia vale circa 20 miliardi di euro con entrate per il fisco che superano i 14, 5 miliardi di euro e circa 50.000 lavoratori impiegati. Nel 2021, secondo gli ultimi dati resi disponibili dalla FAO, la produzione mondiale di tabacco in foglia era di 5.888.764 tonnellate, 2,1 milioni delle quali prodotte in Cina; cui seguono il Brasile e l’India (circa 750mila tonnellate l’anno) e, più distaccate, Indonesia e Stati Uniti (rispettivamente 237mila e 216mila tonnellate). L’Italia si posiziona al 17° posto tra i produttori di tabacco greggio a livello globale (con circa 41mila tonnellate); questo ci rende il primo produttore europeo di tabacco e l’unico Paese dell’Unione presente nella classifica dei primi venti produttori a livello mondiale.

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