Tutti abbiamo in mente il Tricolore come simbolo dell’Italia, ma quanti di noi hanno in mente il simbolo della Repubblica? Parliamo del cosiddetto “Stellone”, posto sopra una ruota dentellata e affiancato da due rami: ad esso, fino al 27 settembre, è dedicata la mostra “Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto”, negli spazi di Villa Torlonia, a Roma.
L’iniziativa ripercorre la nascita dell’emblema adottato il 5 maggio 1948 e da allora rimasto invariato nei suoi elementi: la stella, la ruota dentata e i rami di ulivo e di quercia. La stella, tra i simboli più antichi della tradizione italiana, richiama la personificazione dell’Italia. La ruota dentata rimanda al lavoro, citato come fondamento della Repubblica nell’articolo 1 della Costituzione. I rami di ulivo e di quercia, due specie tipiche del patrimonio arboreo nazionale, indicano rispettivamente la vocazione alla pace, interna e internazionale, e la forza unita alla dignità.
A idearlo fu Paolo Paschetto, artista piemontese nato a Torre Pellice, attivo tra pittura, decorazione e grafica tra Liberty e Art Déco. Nel 1945 partecipò al concorso per la serie “Democratica” dei francobolli italiani, con quattro bozzetti selezionati su undici, e realizzò il manifesto per il prestito della ricostruzione del Banco di Roma. Tra il 1946 e il 1948 prese parte ai concorsi per l’emblema, risultando vincitore.
La mostra è organizzata alla Dipendenza della Casina delle Civette in occasione degli ottant’anni dall’elezione dell’Assemblea Costituente. L’obiettivo è quello di ricostruire il percorso che portò alla scelta del simbolo, attraverso documenti e bozzetti originali. Il processo iniziò il 19 giugno 1946, quando un decreto invitò l’Assemblea Costituente a scegliere l’emblema della nuova Repubblica.
La commissione, presieduta da Ivanoe Bonomi, fissò criteri di semplicità e chiarezza, indicando la presenza della stella d’Italia. Risposero 341 candidati. Una prima selezione premiò Paschetto, ma il bozzetto non convinse pienamente e fu bandito un secondo concorso. Anche in quella fase l’artista risultò vincitore. Il simbolo repubblicano fu poi adottato il 5 maggio 1948.

