Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

20 Luglio 2006 | Attualità

SUI BLOG SI FA POCO GIORNALISMO

Secondo Pew Internet & American Life Project, negli Usa circa il 77% degli autori di un blog pubblica nel proprio spazio non tanto per ottenere notorietà ma piuttosto per esprimersi o per hobby. Solo un terzo dice di essere impegnato in attività giornalistiche come verificare i fatti e più del 40% non cita mai le […]

Secondo Pew Internet & American Life Project, negli Usa circa il 77% degli autori di un blog pubblica nel proprio spazio non tanto per ottenere notorietà ma piuttosto per esprimersi o per hobby. Solo un terzo dice di essere impegnato in attività giornalistiche come verificare i fatti e più del 40% non cita mai le proprie fonti. L’11% afferma di pubblicare eventuali correzioni. Il 61% dei blogger sostiene che raramente o mai ottiene il permesso di usare materiale coperto da copyright. L’argomento principale trattato nei blog è l’esperienza personale (37%), seguita da politica (11%) e spettacolo (7%). Negli Usa circa l’8% degli utenti internet ha un blog e circa il 39% li legge. L’indagine telefonica è stata condotta su 233 blogger tra luglio 2005 e febbraio 2006.

Leggi anche:

Locandina Giulio Regeni

Un film su Giulio Regeni a 10 anni dal suo omicidio

Il documentario "Giulio Regeni – Tutto il male del mondo" ricostruisce la vicenda giudiziaria e politica seguita all'uccisione del ricercatore italiano A dieci anni dall’omicidio di Giulio Regeni,...
Caparezza

Musica italiana 2025: tra ritorno al supporto e consolidamento indie

“Orbit Orbit” è il disco fisico più venduto in Italia nel 2025 secondo le classifiche FIMI/NIQ. Grande fermento nel comparto della musica indipendente Il 2025 si è chiuso come un anno di forte...

“Effetto Batman” nella metro di Milano: un supereroe che ci fa comportare meglio con gli altri

Nel traffico sotterraneo di Milano, tra auricolari, schermi e sguardi persi nel vuoto, è bastato un Batman in carne e ossa per cambiare – e di molto – il comportamento dei passeggeri. Un uomo vestito da Cavaliere Oscuro è salito sui vagoni della metropolitana non per inseguire criminali, ma per partecipare a un esperimento di psicologia sociale firmato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e pubblicato sulla rivista npj Mental Health Research, del gruppo Nature.