Per la prima volta in Europa è stata sperimentata su larga scala una piattaforma innovativa per l’applicazione di una strategia di controllo sostenibile della zanzara tigre e di altri insetti dannosi. L’obiettivo della Tecnica del maschio incompatibile (IIT) è ridurre in modo naturale la fertilità delle femmine col risultato di abbattere le capacità della specie di produrre uova fertili. La sperimentazione è portata avanti da Enea, Debug (Google) e Sapienza Università di Roma.
La zanzara tigre è un insetto invasivo in grado di trasmettere i virus di dengue, chikungunya e Zika, responsabili di malattie diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. A causa dei cambiamenti climatici, il numero di casi è in rapido aumento anche in Europa con centinaia di episodi di infezione nell’ultimo anno.
Come funziona il metodo
La tecnica IIT si basa sul rilascio di grandi numeri di maschi che, grazie alla simbiosi con un batterio molto comune ed innocuo (Wolbachia) risultano incompatibili dal punto di vista riproduttivo con le femmine selvatiche. A valle di questi accoppiamenti, tutte le uova che le femmine selvatiche producono risultano sterili. Più alto sarà il numero di zanzare rese sterili e maggiore sarà l’impatto della strategia sulla capacità della popolazione di zanzare di riprodursi e moltiplicarsi.
Questo approccio, applicato esclusivamente alla zanzara tigre, offre una alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici – sottolineano da Enea.
I numeri della prima fase sperimentale
I risultati della prima parte della campagna sperimentale hanno evidenziato una riduzione del numero e della fertilità delle uova della zanzara tigre dell’88% rispetto al gruppo di controllo. Tra luglio e ottobre 2025 sono stati rilasciati circa 1,6 milioni di maschi incompatibili nei 53 ettari del Centro Ricerche Enea Casaccia. Il monitoraggio, messo a confronto con un’area di controllo monitorata presso Sapienza Università di Roma, ha confermato l’efficacia della metodologia.
Sulla base dei risultati ottenuti, il progetto prosegue nel 2026 con rilasci anticipati, in modo da intervenire sulla popolazione della zanzara tigre fin dall’esordio della stagione riproduttiva, ma anche incrementando i dosaggi di rilascio se necessario. In base alla necessità, si valuterà inoltre se integrare l’IIT con altre misure compatibili, come la rimozione dei focolai larvali e il supporto di trattamenti larvicidi.


