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3 Aprile 2022 | Attualità

Tanta arte italiana in terra ucraina

Un ricco patrimonio culturale non molto conosciuto in Italia. Nell’Ottocento città come Leopoli, Odessa e Kiev erano culturalmente europee quasi quanto Londra, Milano e Parigi. La ricca borghesia ucraina viaggiava in Italia, e poi spediva in patria casse piene di opere acquistate a Firenze, Roma, Napoli per arredare le abitazioni.

A Kiev è presente il Museo nazionale d’arte Bohdan e Varvara Chanenko, nato all’inizio del secolo scorso dal lascito di un ricco avvocato e della moglie, ereditiera di una dinastia industriale e appassionata collezionista di antichità, che conserva, solo per fare il nome degli italiani, opere di artisti del calibro di Antonio Canova,  con  l’emblematica “Pace”, Palma il Vecchio, Francesco Lazzaro Guardi, Jacopo del Sellaio, Bernardo Bellotto, Alessandro Magnasco, o della bottega del Bellini.

Ma nei magazzini del museo è custodita anche una collezione di arazzi e tessuti dal XIV al XVI secolo, oltre a  mobili, cassoni medievali, maioliche fiorentine, e poi ancora reperti etruschi e romani.

Secondo le dichiarazioni dei funzionari del Museo sono state portate al riparo tutte le opere, costretti a fare una scelta e individuare i capolavori da salvare. Alle pareti sono rimaste le tele gigantesche che neppure i tedeschi durante l’occupazione di Kiev del 1941 erano riusciti a trafugare.

Anche a Odessa il museo d’arte è ricco di dipinti antichi italiani. Lì è conservato un dipinto forse da attribuire a Caravaggio, la “Cattura di Cristo”. Ancora, al museo di Arte occidentale e orientale si poteva ammirare un dipinto risalente al XVI secolo, che secondo le perizie sarebbe stato dipinto dal Tiziano.

Ma la città stessa è strettamente legata all’Italia; se già nel Duecento fu luogo di  ancoraggio delle navi della Repubblica di Genova, è nell’Ottocento che Odessa acquisisce una decisa impronta italiana, quando Francesco Boffo (1790-1867) viene nominato capo architetto del comune di Odessa per oltre 40 anni, e contribuisce alla trasformazione della sua architettura, trasformando la città in un museo a cielo aperto, con i suoi oltre 30 palazzi che spaziano dal neoclassicismo allo stile neo-rinascimentale italiano.

Arman C. Mariani

 

Fonte foto: www.ilgiornaledell’arte.com

Canova_Pace

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