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19 Aprile 2007 | Economia

Telecom-media all’italiana: è un “tutti contro tutti”

In seguito all’apertura di AT& , nuovamente disponibile a prendere in considerazione l’acquisto di Olimpia, il titolo Telecom Italia sembra riprendere terreno dopo un’apertura in territorio negativo a -0,75%. Intanto impazza il botta e risposta tra istituzioni, mondo politico ed economico. Bertinotti attacca. “La vicenda Telecom dimostra che il capitalismo italiano è devastato. Il capitalismo italiano è un estremo di impresentabilità basti vedere come discutiamo di Telecom. Si vede dalla domanda se c’è qualche imprenditore che voglia entrarci e abbia denaro a sufficienza. E questo in una Paese che è fra i primi dieci al mondo, e che come intelligenze, culture, potenzialità è ai livelli più alti di cui l’umanità possa disporre”. ( Fausto Bertinotti, presidente della Camera ) Confindustria risponde. “Confermano purtroppo il clima anti impresa di larghi settori dell’attuale maggioranza che avevamo già avuto occasione di denunciare. Riteniamo particolarmente grave che considerazioni di questo genere vengano da un’altissima carica istituzionale. Il capitalismo italiano ha trascinato il Paese fuori dalle secche della crescita zero e grazie allo sforzo delle sue imprese piccole, medie e grandi è tornato a misurarsi con successo sui mercati dopo un severo processo di selezione. In questa competizione le imprese italiane sono quasi sempre lasciate sole a differenza di quanto avviene in altri sistemi paese, più efficienti e più competitivi. Fare impresa in Italia è sempre più difficile per il carico fiscale più alto d’Europa, una burocrazia senza pari, il rischio sempre più frequente di veder cambiare in corsa le regole del gioco”. ( nota di Confindustria ) Vi tengo d’occhio. “Alla luce delle esperienze passate, sono convinta delle necessità di rimanere vigili, perché la vicenda del progetto di separazione della rete dai servizi di Tlc in Italia dimostra che ci sono ancora pressioni protezionistiche negli Stati membri, che riguardano il settore delle telecomunicazioni, come altri settori stategici dell’economia. E questo potrebbe avere un effetto dannoso sulla concorrenza nel mercato interno. Prima di tutto dobbiamo assicurare che questo tipo di regolamento non sia influenzato da tendenze protezionistiche che ostacolino gli investimenti o rendano più difficile lo sviluppo di un settore concorrenziale in Europa, nell’errata convinzione che ciò possa andare a beneficio dei consumatori o degli interessi strategici di uno Stato membro”. ( Viviane Reding, commissario europeo ai Media ) Urbi et orbi. “La lettera del commissario europeo ai Media, signora Viviane Reding, sul mercato delle telecomunicazioni era un richiamo rivolto a tutti i Paesi europei perchè non ci debbono essere protezionismi. In caso di protezionismi nazionali la Commissione è chiamata a intervenire. Si tratta di una risposta generale a tutti i Paesi”. ( Silvio Sircana, portavoce del Governo ) AT&T, davvero? “No, non l’ho saputo”. ( Romano Prodi, presidente del Consiglio dei ministri ) No al cambio di regole in corsa. “Gli investimenti stranieri non arrivano dove non solo ben accolti, dove le regole del mercato vengono cambiate continuamente. Modificare le regole aumenta il livello di rischio e rende molto difficile programmare le azioni future di un’impresa o di un singolo cittadino”. ( Ronald P.Spogli, ambasciatore Usa in Italia )

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