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2 Settembre 2013 | Attualità

Una class action contro la Rai

Motivo del contendere: il segnale del digitale terrestre, adottato ormai da tre anni in Emilia Romagna, arriva disturbato o non arriva affatto. Disagi che continuano in vaste zone d'Italia, tant'è che l'esasperazione ha portato alla prima azione di questo genere, promossa dall'associazione dei consumatori Cittadinanzattiva.

L’avvocato Andrea Maestri ha promosso la class action di 123 abbonati Rai di Ravenna contro la tv pubblica . Motivo del contendere: il segnale del digitale terrestre, adottato ormai da tre anni in Emilia Romagna, arriva disturbato o non arriva affatto. Disagi che continuano in vaste zone d’Italia, dalla Val D’Aosta alla Sicilia, a un anno dal completamento dello switch off, tant’è che l’esasperazione ha portato alla prima class action italiana di questo genere, promossa appunto dall’associazione dei consumatori Cittadinanzattiva Emilia Romagna. Il caso è stato portato davanti al Tar del Lazio il 18 luglio, ma ancora si aspetta la sentenza .  La Rai, per adesso, ha risposto alla diffida inviata da Maestri (come da prassi) sottolineando che il canone di abbonamento ” ha natura di prestazione tributaria fondata sulla legge, e non costituisce quindi un corrispettivo per la prestazione di un servizio” e che il digitale terrestre non funziona per l’inadeguatezza “dei sistemi di ricezione dei singoli cittadini anche per difetto di puntamento delle antenne”.

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