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26 Novembre 2022 | Ambiente, Attualità, Economia, Innovazione

Venduto l’ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano, ospiterà il Villaggio Olimpico

L’ex scalo ferroviario milanese di Porta Romana è stato venduto per 180 milioni di euro da FS Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. A comprarlo il Fondo Porta Romana. Le aree dello scalo ospiteranno il Villaggio Olimpico e Paralimpico che accoglierà gli atleti nel corso dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Consegna lavori prevista al 31 luglio 2025

Giovedì 24 novembre è stato perfezionato l’acquisto – per 180 milioni di euro – dell’area dell’ex Scalo di Porta Romana – 164mila mq di superficie lorda di aree edificabili, mentre il 50% dell’area sarà verde e spazi pubblici – ad opera del Fondo di investimento immobiliare “Porta Romana” – promosso e gestito da COIMA SGR e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact.

Villaggio Olimpico: il 31 luglio 2025 la consegna

Sullo Scalo nascerà il Villaggio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, i cui lavori sono stati prudenzialmente anticipati dal Fondo Porta Romana con le operazioni di bonifica e scavo avviate ad agosto 2022, la previsione di completamento scavi e paratie entro l’inizio del 2023 e fine lavori prevista il 31 luglio 2025.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

I progettisti

La progettazione del Villaggio Olimpico affidata a Skidmore, Owings & Merrill – SOM riflette lo “spirito olimpico” di Milano. Funzionale alle Olimpiadi Invernali, sarà poi restituito alla comunità milanese attraverso student housing con oltre 1.400 posti letto. Posizionato nell’area a sud ovest dello Scalo, occuperà circa 60mila metri quadrati.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

La sinergia

La sinergia pubblico-privato che vede in campo la Fondazione Milano-Cortina (con Comune di Milano e Regione Lombardia) da un lato e gli acquirenti dall’altro, consente di preservare e perseguire gli obiettivi pre e post Olimpiadi, integrando spazi fisici, funzioni e servizi pensati prima per gli atleti e, post competizioni, per il quartiere.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

La sostenibilità

Impatto ambientale zero secondo i requisiti NZEB (Nearly Zero Energy Building), edifici certificati LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design), strutture edilizie permanenti e temporanee riutilizzabili, più del 30%energia prodotta attraverso fonti rinnovabili, acque meteoriche raccolte e riutilizzate per riscaldamento/raffreddamento con una riduzione di CO2 del 40%, i principi di sostenibilità del progetto comparabile ai migliori interventi urbanistici a livello europeo per qualità, dimensioni e finalità.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

La foresta sospesa

Una vasta area dismessa diventerà un grande parco centrale dove ci sarà simbiosi e permeabilità urbana. Connessioni pedonali e ciclabili tra la città circostante e il parco, caratterizzato da eco-zone, corridoi verdi che potranno ospitare attrezzature sportive, aree bambini, orti urbani, e da piazze pubbliche. Gli acquirenti hanno inoltre definito il conferimento di un incarico a Italferr, la società di ingegneria delle Ferrovie dello Stato Italiane, per la progettazione della Foresta Sospesa, con l’obiettivo di candidare l’opera ai fondi europei dedicati alla rigenerazione urbana tramite il PNRR.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

Il campus permeabile

Gli spazi a verde, circa il 50% dello Scalo, sono stati progettati limitatamente all’area del Villaggio Olimpico dall’architetto paesaggista Michel Desvigne, in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist la cui parte paesaggistica è curata dall’architetto Elizabeth Diller, già progettista dell’Highline di New York, con l’obiettivo di creare un campus fruibile dagli studenti e dalla cittadinanza, permeabile con le altre strutture dello Scalo e sinergico con la città.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

Il futuro

Il Villaggio Olimpico, a riflettori spenti, si trasformerà in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l’integrazione e la resilienza. Un vivace ecosistema di abitazioni studentesche, residenze, co-working, servizi privati di interesse pubblico e spazi pubblici, gestiti attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici e al coinvolgimento della comunità.

Ex Scalo di Porta Romana_foto di Ambrogio Mortarino

di Luisa D’Elia

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