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2 Gennaio 2024 | Attualità

Venestesia, l’opera che fa “suonare” il tessuto urbano di Venezia

Un modello in 3D interattivo e multisensoriale della Serenissima consente anche a chi ha disabilità visiva, di creare un personale viaggio musicale della città tramite l’esplorazione tattile.

Un’inedita esplorazione di Venezia attraverso i sensi, realizzata grazie alle tecnologie digitali. È questo il senso dell’installazione multisensoriale Venestesia, presentata dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Venezia con Prossimi impresa sociale e con il creativo Adolfo Zilli. 

La città lagunare è riprodotta per la prima volta in tre dimensioni dall’alto con un modello tattile sonoro. Un’opportunità interattiva che coinvolge vista, tatto e udito, per conoscere Venezia in un modo inedito. Nell’opera convergono dati pubblici, digitale e arte per consentire una fruizione a tutti i visitatori, con diverse esigenze.

“La realizzazione dell’opera Venestesia, è un ulteriore passo verso l’accessibilità artistica e culturale. Con quest’installazione, i ciechi e gli ipovedenti, potranno toccare con mano una Venezia, vista dall’alto, con una interessante interattività data da effetti sonori. L’UICI di Venezia è orgogliosa di poter continuare a promuovere tali iniziative e ringrazia i partner coinvolti.” ha dichiarato il presidente di UICI di Venezia Alessandro Trovato.

Venestesia è stata progettata in modo partecipato tra persone con disabilità visiva, l’artista ed esperti di fabbricazione digitale con l’obiettivo di creare una sinfonia personalizzata e sempre diversa attraverso il tocco dei polpastrelli tra calli, campi e canali.

“Le nuove tecnologie possono contribuire a realizzare percorsi di conoscenza condivisa multi-mediali e multi-sensoriali, garantendo allo stesso tempo un’accessibilità culturale ampliata e nuovi sistemi di conoscenza dell’arte e del patrimonio interessanti e coinvolgenti per tutti” dichiara Alberta Menegaldo, presidente di Prossimi Impresa Sociale.

“Grazie al movimento delle dita sul plastico, è possibile spostarsi attraverso differenti atmosfere associate alle varie aree di Venezia, seguendo riferimenti storici, geografici e stilistici. Si crea così una mappa sonora in cui l’utente esplora la città attraverso differenti strumenti musicali, note, scale, accordi o semplici rumori, interpretati con più forza man mano che le dita si avvicinano al plastico” spiega Adolfo Zilli, ideatore del sistema sonoro dell’installazione. 

Il progetto è co-finanziato dalla Fondazione di Venezia attraverso il bando Cultura 2023, che supporta la realizzazione di progetti culturali innovativi nell’ambito della creatività artistica, in particolare quelli mirati all’avvicinamento dei giovani e delle categorie fragili della popolazione alla produzione e fruizione dell’arte. Inoltre, ha ricevuto il supporto della Regione del Veneto all’interno del bando Welfare – Cultura che sostiene attività culturali e di spettacolo dal vivo a tema welfare negli istituti e nei luoghi di cultura.

L’installazione è visitabile da gennaio 2024 nella sede dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Venezia, in Via Circonvallazione 28, aperta tutti i giorni in orari d’ufficio.

Di Valentina Colombo.

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