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Venezia66: ultimi fuochi italiani

ra ieri e oggi si esaurisce l’esperienza del cinema italiano all’edizione numero 66 del Festival di Venezia. E’ di questa mattina la proiezione de ‘La doppia ora’, pellicola di Giuseppe Capotondi. Ieri è stata la volta di Michele Placido con 'Il grande sogno', pellicola sugli umori del '68.

10 Settembre 2009 | Attualità

Tra ieri e oggi si esaurisce l’esperienza del cinema italiano all’edizione numero 66 del Festival di Venezia. E’ di questa mattina la proiezione de ‘La doppia ora’, pellicola di Giuseppe Capotondi interpretata da Filippo Timi e Ksenia Rappoport. Il quarto e ultimo film nostrano presentato alla Mostra è un noir che racconta del particolare incontro tra Sonia, cameriera in un grande albergo, e Guido, guardiano. Conosciutisi a uno speed date, i due trovano subito un’alchimia che sembra perfetta e prosegue anche dopo la morte dell’uomo, dovuta a una rapina. Molto buono il riscontro il sala , con convinti applausi d’approvazione.  Le atmosfere avvolgenti della pellicola di Capotondi si discostano decisamente da quelle dell’opera di Michele Placido, protagonista della giornata di ieri. ‘Il grande sogno’ è una storia fortemente autobiografica sulle atmosfere e le piccole contraddizioni del ‘68 vissuto a Roma, tra movimento studentesco e slanci individualisti, storie d’amore e drammi personali. La fredda ricezione di pubblico e critica , con fischi e commenti ironici seguiti alla riaccensione delle luci in sala, non ha demoralizzato oltre modo Placido: “Spero che ai ragazzi di oggi arrivi qualcosa della mia energia, niente di più. Io ho raccontato la mia storia attraverso il personaggio di Nicola, un ragazzo venuto dal Sud, da un piccolo paese, che si trova catapultato in questo mondo e cambia la sua vita”. Il regista spiega poi il fine ultimo, e personale, de ‘Il grande sogno’, allontanando qualsiasi pretesa ‘politica’ “ Non c’è niente di ideologico in quest’opera, è la mia storia personale di quegli anni, quasi un diario privato” d ice, e allo stesso tempo rinvia al mittente le accuse di ‘cerchiobottismo artistico’ a una giornalista straniera che gli chiedeva conto della produzione Medusa (gruppo Mediaset): “Berlusconi non so chi è e neanche lo voto, voto da tutt’altra parte. Ma voi mi dovete dire con chi devo fare i miei film: li ho fatti con la Rai e mi avete contestato, ora con Medusa e protestate” .

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