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22 Luglio 2010 | Attualità

Via libera a Sky sul digitale, le reazioni

L’Agcom è d’accordo, Mediaset ha fatto ricorso, Romani è stizzito e Sky gongola. Martedì 20 settembre la Commissione europea ha dato all’emittente di Rupert Murdoch l’ok definitivo per partecipare a beauty contest per l’assegnazione delle frequenze digitali. Sky non dovrà dunque più attendere il 1° gennaio del 2012 per mettere le sue potenti grinfie sul Ddt nostrano ma, perché c’è un ma, dovrà limitarsi all’acquisto di un sola frequenza e sarà costretto a diffondere contenuti gratuitamente per i prossimi cinque anni. Questa limitazione, che mette al riparo Mediaset Premium da una concorrenza diretta sul terreno pay, non è bastata al gruppo di Cologno: “Riteniamo che le condizioni fissate dalla commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato pay, siano ancora valide – si legge in una nota di Mediaset – come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto”. Con questa decisione, secondo Mediaset, ” si autorizza il monopolista della televisione satellitare e pay, non dimentichiamo che Sky detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l’86% della tv a pagamento, a operare nel mercato free e lo si autorizza a entrare in possesso degli asset frequenziali gia’ insufficienti per gli operatori attuali” . Per questo il Gruppo ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia Europea. Il viceministro Paolo Romani si è detto “sorpreso” e ha confermato la sua contrarietà, espressa ampiamente prima della decisione dell’Ue, a uno scenario di questo tipo. La scelta della Commissione permette a Sky di “partecipare ad una gara non economica, concordata con la stessa Commissione per chiudere una procedura d’infrazione al fine di favorire l’ingresso di nuovi entranti e degli operatori minori già presenti sul mercato, mentre il Governo italiano ha sempre eccepito che, in realtà, Sky rappresenta un gruppo statunitense monopolista del mercato satellitare e, di fatto, del mercato della Pay Tv”. “E’ bene tenere presente che per riservare 5 frequenze da destinare al dividendo digitale il nostro Paese ha sottratto risorse frequenziali a ciascuno dei principali operatori nazionali (Rai, Mediaset e Telecom Italia media) e ha rinunciato (nelle aree già digitalizzate) e dovrà rinunciare ad assegnarle (nelle aree ancora da digitalizzare) agli altri operatori e a oltre 500 Tv locali“ , ha aggiunto. “ E’ assurdo che di questo sacrificio imposto all’intero sistema televisivo del nostro Paese a trarne beneficio sia un soggetto già ben radicato nel nostro Paese ”, ha concluso.   Favorevole, invece, il parere dell’ Agcom , autorità insignita del potere di stabilire le regole per l’assegnazione delle frequenze. “Il parere dei tecnici dell’Autorità, tuttavia, finora rimasto segreto, era stato favorevole all’ingresso anticipato di Sky Italia nel digitale terrestre gratuito, perchè lo sbarco dell’emittente del gruppo News Corp porterà più concorrenza nel mercato duopolistico della tv” , ha dichiarato il presidente Corrado Calabrò Soddisfazione da parte di Sky : “La Commissione europea – ha detto Mockridge in una nota – ha confermato che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell’introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent. Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari“ , ha dichiarato l’amministratore delegato Tom Mockridge.

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