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26 Febbraio 2026 | Attualità

14,9 milioni di dollari per l’Ecce Homo di Antonello da Messina

Li ha spesi l’Italia con un acquisto a margine di un’asta Sotheby’s. Nessuna risposta dal Ministero alle domande di Telepress

Ecce Homo - ADM - Dettaglio dal sito del MiC

Torna a casa un rarissimo capolavoro del Rinascimento. L’Ecce Homo di Antonello da Messina è stato acquistato dal governo italiano per 14,9 milioni di dollari, una cifra appena sotto la stima massima iniziale. Il piccolo pannello bifronte – con l’Ecce Homo da un lato e San Girolamo penitente dall’altro – è stato ritirato all’ultimo momento dalla vendita pubblica di un’asta di Sotheby’s, visto il “forte interesse” manifestato dall’Italia, ed è stato comprato dal Ministero della Cultura tramite la Direzione generale Musei

Si tratta di un’acquisizione rilevante: delle opere di Antonello Da Messina ne e questo esemplare, databile intorno al 1460, era probabilmente l’ultimo ancora in collezione privata. È anche il primo di una serie di Ecce Homo dipinti dall’artista, con altre versioni oggi conservate in musei internazionali e italiani.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’operazione “un unicum nel panorama del Quattrocento italiano”. L’opera sarà esposta inizialmente a L’Aquila, Capitale della Cultura 2026, nell’ambito di una grande mostra al Forte Spagnolo. Subito dopo il capolavoro sarà in tour nelle principali città d’arte italiane, tra cui Messina, Firenze e Roma.

A margine della notizia, Telepress ha chiesto al Ministero di poter parlare con i responsabili degli acquisti delle opere d’arte. La risposta ufficiale è stata lapidaria: «Non sono in programma interviste sul tema». In alternativa è stato trasmesso un comunicato con una dichiarazione del ministro.

Restano così senza risposta alcune domande chiave poste dall’agenzia:

– Da quanto tempo il Ministero lavorava a questa acquisizione?

– Quanti sono i fondi a disposizione per questo genere di acquisti e chi decide a quali opere destinarli?

– Se l’Ecce Homo è un “punto fondamentale” di una strategia più ampia, quali sono le prossime opere che il Ministero punta a riportare in Italia?

Dunque, se da un lato si gioisce per l’acquisizione da parte del patrimonio pubblico italiano, resta aperto più di un interrogativo su tempi, criteri e risorse dell’acquisto. Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.