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11 Maggio 2026 | Attualità

A L’Aquila l’arte di Ai Weiwei: una mostra di memoria e denuncia

Al Maxxi settanta opere dell’artista e attivista cinese. Alcune inedite   raccontano il trauma e la ricostruzione dopo il sisma di Sichuan, in un dialogo con la città abruzzese colpita dalla stessa calamità quasi vent’anni fa.

L’arte racconta la tragedia e la rinascita dopo le catastrofi naturali e i conflitti generati dall’uomo. A L’Aquila, capitale della cultura 2026, è allestita fino al 6 settembre 2026 la mostra Ai Weiwei: Aftershock. Il percorso espositivo nelle sale del Maxxi, è curato da Tim Marlow,  direttore e amministratore delegato del Design Museum di Londra.

Ai Weiwei dagli anni Ottanta ad oggi

La mostra testimonia i cinque decenni di carriera di Ai Weiwei, tra le figure più riconoscibili dell’arte contemporanea internazionale, in un percorso che riunisce circa settanta opere: da quelle realizzate a New York negli anni Ottanta fino alle nuove sculture create in Ucraina nel 2025.

Al centro del progetto, una serie di potenti opere nate in seguito al terremoto del Sichuan del 2008 e dedicate alla memoria della perdita. Tra queste Straight, una scultura cardine nell’intera produzione artistica di Ai Weiwei, presentata a L’Aquila per la prima volta in tre diversi spazi.

Davanti all’opera monumentale la memoria corre a un altro terribile sisma, quello che colpì L’Aquila nel 2009. I tondini arrugginiti recuperati dalle scuole crollate col terremoto di Sichuan sono stati rilavorati dallo studio dell’artista e ora dialogano con lo squarcio dell’antistante Chiesa di Santa Maria in Paganica. Anche Palazzo Ardinghelli che ospita il Maxxi è uno degli esempi più significativi del recupero architettonico della città dopo il sisma.

Gli altri temi: dalla corruzione ai conflitti

L’artista cinese affronta anche temi come corruzione e tragedia, in relazione alla forza della resilienza umana e alla potenza dello sforzo creativo. Installazioni, video, fotografie, sculture concepite come dipinti, oltre a reinterpretazioni di soggetti iconici di autori come Munch, Van Gogh ed Ed Ruscha, rielaborati con mattoncini giocattolo.

Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI ha detto: “La mostra Ai Weiwei: Aftershock segna un momento fondamentale per la storia del museo alla vigilia del quinto anniversario dell’apertura. Come evidenzia il titolo della mostra, le opere di Ai Weiwei attivano una riflessione sulla realtà contemporanea: in un periodo in cui è l’essere umano a causare conflitti, corruzione e disastri naturali, i lavori dell’artista sono “scosse di assestamento” che scuotono le coscienze sollevando delle domande sempre attuali”.

Il curatore della mostra, Tim Marlow, ha commentato: “Tutta l’opera di Ai Weiwei ci invita a guardare il mondo in modi diversi, attraverso oggetti e materiali differenti. Anche se affonda le sue radici nell’esperienza personale dell’artista, ha una risonanza universale: l’incessante lotta di Ai Weiwei per il diritto degli individui di esprimersi liberamente e di non essere soggetti ai dettami illegali dei regimi autoritari scaturisce dalle difficoltà affrontate da lui stesso, nonché dalla sua costante preoccupazione per coloro che non hanno il potere di opporre resistenza”.

Foto di apertura Ai Weiwei: Aftershock, exhibition view, foto © Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI

Ai Weiwei: Aftershock, exhibition view, foto © Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI

 

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.