In Italia vivono circa 150.000 persone con infezione da Hiv: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le nuove diagnosi restano stabili, nel 2024 sono state 2.379, pari a 4 nuovi casi per 100.000 residenti.
Se l’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra i paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi per 100.000 residenti), purtroppo nel nostro Paese in molti casi si tratta di diagnosi tardive, talvolta già in fase di malattia. Infatti, tra le nuove diagnosi di AIDS, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive solamente nei sei mesi precedenti alla diagnosi.
Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono state segnalate in Italia 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022.
Uno strumento fondamentale per prevenire il contagio è però la profilassi farmacologica pre-esposizione (Prep), rivolta a persone che hanno rapporti a rischio. E dal 2024, con l’introduzione della rimborsabilità da parte del Ssn, gli utenti che ne fanno uso in Italia sono passati da 10.697 a 16.220.
La maggior parte si concentra in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, che raccolgono insieme il 75% dei pazienti, e dove le donne sono meno del 5%.
E intanto l’iter per una nuova legge la legge sull’Hiv procede lentamente.

