Chi pensa che l’italiano si parli soltanto in Italia, deve ricredersi. La nostra lingua ha attraversato confini e oceani, diventando ufficiale o profondamente radicata in diverse parti del mondo. Oltre all’Italia, l’italiano è lingua ufficiale in Svizzera, dove è parlato nel Canton Ticino e in alcune valli dei Grigioni, con caratteristiche particolari chiamate elvetismi. È ufficiale anche a San Marino e rappresenta la lingua di uso quotidiano nella Città del Vaticano, dove il latino resta la lingua degli atti solenni ma l’italiano funge da vera lingua franca.
L’italiano è inoltre co‑ufficiale in alcune zone della Slovenia e della Croazia, in particolare nella regione dell’Istria, dove cartelli e documenti pubblici sono bilingui e vive una storica comunità italiana. Ma il viaggio della lingua non si ferma qui. Tra Ottocento e Novecento milioni di italiani emigrarono nelle Americhe e in Australia, portando con sé parole, accenti e tradizioni. In Argentina l’influenza è così forte che il lunfardo, il dialetto di Buenos Aires, contiene numerosi termini di origine italiana e persino l’intonazione dello spagnolo locale ricorda quella italiana.
Nel sud del Brasile è nato il talian, una lingua derivata dal dialetto veneto mescolato al portoghese, oggi riconosciuta come patrimonio culturale e co‑ufficiale in alcuni comuni come Serafina Corrêa. Negli Stati Uniti, in Canada e in Australia sopravvive nelle comunità italo‑discendenti e nelle storiche Little Italy, dove l’italiano si è talvolta mescolato all’inglese creando forme ibride curiose. Persino in Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, molte parole italiane sono entrate nel tigrino e dal 2024 ad Asmara sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana.

