A Shibuya passa di tutto: impiegati di corsa, turisti con il telefono alzato, ragazzi vestiti come personaggi dei manga. Le stime parlano di un flusso fra 1.000 e 3.000 persone a ogni verde. Nessuna tribuna di pallanuoto offre una platea simile. La Pro Recco ha scelto questo palcoscenico. I giocatori del club campione d’Italia hanno attraversato l’incrocio in costume e calottina e hanno destato la curiosità di passanti e turisti.
Il club ligure ha rilanciato le immagini sui propri canali con due didascalie asciutte: “An iconic stop in Tokyo” e «Non il solito modo di attraversare Shibuya». Difficile dargli torto.
La passeggiata è la cartolina più riuscita del Pro Recco World Tour 2026. Dall’8 al 18 settembre i campioni d’Italia si sono divisi fra Shanghai e Tokyo su invito delle federazioni di Cina e Giappone. In agenda clinic, esibizioni e amichevoli. L’obiettivo dichiarato è avvicinare i giovani alla pallanuoto in due Paesi dove la disciplina ha radici corte. La trovata della “divisa” fuori dall’acqua era già andata in scena in Cina, alla tappa di Shanghai del Mondiale MXGP. Anche il guardaroba segue la geografia: slip con il panda in Cina, slip con il samurai in Giappone.
Il video è diventato virale in poche ore e ha superato i confini italiani. Poi sono arrivati i commenti, divisi in due fronti. Da una parte chi ha applaudito l’idea e l’ha definita geniale: uno sport che fatica a trovare spazio in televisione si è preso i titoli con un semaforo e qualche costume. Dall’altra chi ha criticato la scelta di mostrare i giocatori in costume nel centro di Tokyo e l’ha giudicata un gesto narcisistico e non rispettoso.
Il club non risulta aver replicato alle critiche. Il presidente Maurizio Felugo ha commentato soltanto il tour e ha parlato di orgoglio nel vedere i colori della Pro Recco a Shanghai e Tokyo. Già nel 2023 annunciava l’ambizione di trasformare la società in un brand capace di vivere oltre la vasca. Letto così, il silenzio è una risposta.

