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6 Novembre 2026 | Attualità, Economia

I musei italiani rischiano di perdere le opere della collezione Bilotti

Numerosi tesori d’arte internazionale di pregio saranno trasferiti dall’Italia per una norma che azzera le detrazioni fiscali per i grandi donatori.

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Capolavori di artisti internazionali custoditi sino ad oggi in alcuni siti museali italiani saranno trasferiti all’estero a causa di una norma relativa alle detrazioni fiscali dei mecenati. Opere di Picasso, Matisse, Dalì, Warhol, Chagall, Miró e altri lasceranno Roma per volare negli Stati Uniti. Qui infatti i musei applicano detrazioni fiscali per le donazioni attestate al 50 per cento.

Carlo Bilotti e il museo di Villa Borghese

La motivazione è spiegata al quotidiano Repubblica da Roberto Bilotti, nipote di Carlo Bilotti, collezionista d’arte moderna e contemporanea che aveva destinato una parte della sua collezione al museo di Villa Borghese che porta il suo nome. Lo spazio è stato inaugurato nel 2006 ed è ospitato nella storica “Aranciera”.

Carlo Bilotti è scomparso nello stesso anno all’età di 72 anni, dopo una vita come imprenditore internazionale trascorsa negli ultimi anni tra Palm Beach, New York e Roma. Da sempre appassionato collezionista d’arte, ha realizzato diversi progetti di mecenatismo nelle città di Cosenza e di Roma.

Anche a Reggio Calabria sono stati ritirati dal museo civico alcuni bozzetti di dipinti importanti di Umberto Boccioni, custoditi al MoMA di New York. Inoltre, a Cosenza e a Rende “negli unici musei d’arte contemporanea della Calabria si rischia lo spreco di milioni di euro pubblici investiti per la loro realizzazione, perché si svuoteranno delle centinaia di opere in comodato – non solo le nostre – che non saranno più donate”, ha affermato Roberto Bilotti.

La norma che penalizza i mecenati

Al centro della dinamica, l’art. 16-ter del Testo unico delle imposte sui redditi, introdotto dalla legge di bilancio 2025, che per i redditi oltre 75.000 euro limita le spese detraibili a un tetto annuo. Il ddl di bilancio 2027 presentato di recente dal governo non prevede modifiche, ma il testo può ancora cambiare con gli emendamenti in Parlamento entro la fine dell’anno. Per i grandi donatori l’attuale legge rende di fatto irrilevante la detrazione. Con due paradossi: “Se un’opera d’arte finisce in regalo ai privati del terzo settore, questi beneficiano di una deduzione del 10 per cento; se, invece, i destinatari sono i Comuni, non c’è vantaggio fiscale alcuno: eppure gli enti locali sono un’articolazione territoriale dello Stato che, così, si punisce da solo”.

Il secondo paradosso: “Donando mille euro ai Comuni, si ha diritto a una detrazione del 19 per cento, mentre per un quadro di Caravaggio, Dalí o altri, non viene riconosciuto giovamento fiscale alcuno, a meno che non si abbia un reddito inferiore ai 50 mila euro lordi annui [la soglia prevista dalla norma è in realtà di 75.000 euro], che dà diritto a uno sgravio tributario del 19 per cento; ma quanti in queste condizioni regalerebbero le loro opere d’arte allo Stato?”. Anche a Palermo il museo comunale Sant’Anna ha cento opere donate dalla fondazione.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.