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6 Aprile 2010 | Attualità

Pirati cinesi spiano India e Dalai Lama

Le spie che spiano le spie. Un gruppo di ricercatori della Munk School of Global Affairs dell’Università di Toronto ha stilato un dettagliato rapporto sullo spionaggio 2.0, all’interno del quale la Cina si dimostra ancora una volta punto di partenza di azioni di hackeraggio e furto di informazioni. Il rapporto intitolato ‘Ombre nella nuvola: un’investigazione nel cyber-spionaggio 2.0’ ricostruisce l’iter relativo alla violazione di contenuti presenti computer di uffici governativi in varie nazioni. Le informazioni sottratte dai pirati asiatici consistono in valutazioni riservate sulla sicurezza relative a diversi stati dell’India , documenti confidenziali inerenti alle relazioni diplomatiche del Governo di Bombay con la Russia e con stati dell’Africa Occidentale e del Medio Oriente. “ Nel nostro lavoro – affermano i ricercatori nell’introduzione al documento, di 58 pagine – non abbiamo trovato le prove del coinvolgimento della Repubblica Popolare Cinese o di qualsiasi altro governo in questa organizzazione clandestina […] ma una domanda importante è se la Cina intraprenderà delle iniziative per eliminarla” . Vittima principale degli attacchi analizzati dai ricercatori è il Dalai Lama , al quale è stato sottratto un intero anno di posta elettronica. La stessa operazione ha coinvolto governi e società in 103 stati sparsi nel mondo.