Una protesta di quartiere che diventa simbolo di resistenza civile; una donna irachena che sfida il potere attraverso una piattaforma online; una sopravvissuta siriana che prova a fare pace con il proprio passato; un giovane politico armeno che sogna di cambiare il destino del suo Paese: sono alcune delle storie che animano la 22esima edizione di Biografilm, il festival dedicato ai racconti di vita che dal 5 al 15 giugno trasforma Bologna in una finestra aperta sul mondo.
Sessantaquattro film provenienti da 34 Paesi, 54 anteprime e undici giorni di proiezioni, incontri e dibattiti compongono il programma della manifestazione diretta da Chiara Liberti e Massimo Benvegnù. L’edizione 2026 sceglie come filo rosso il tema “Umanità: singolo plurale”, una formula che prova a raccontare come le vicende individuali possano diventare strumenti per comprendere fenomeni collettivi, conflitti, cambiamenti sociali e trasformazioni culturali.
Nato oltre vent’anni fa come festival dedicato alle biografie, Biografilm allarga oggi lo sguardo. Le storie personali restano il punto di partenza, ma diventano il mezzo per interrogare questioni che attraversano la contemporaneità: i diritti delle donne, la partecipazione politica, le migrazioni, la memoria, l’ambiente e il rapporto tra individuo e comunità.
Il programma spazia dal documentario alla fiction, passando per serie televisive e opere ibride. Tra i titoli più attesi figurano Everybody to Kenmure Street, che ricostruisce una mobilitazione popolare contro una deportazione nel cuore di Glasgow; Burning Voice, dedicato all’attivista irachena Tamara Amer; Little Sinner, sulla lunga battaglia di una donna siriana contro le ferite lasciate dalla guerra; e The Winning Generation, che segue l’ascesa di un giovane leader politico in Armenia.
L’apertura del festival sarà affidata a Broken English, ritratto della cantante Marianne Faithfull firmato da Jane Pollard e Iain Forsyth. La chiusura sarà invece affidata a The Revolution Against Death di Joshua Oppenheimer, riflessione sul desiderio umano di sfuggire alla morte attraverso la tecnologia e la crioconservazione. L’edizione di quest’anno assume anche un valore simbolico particolare. Il festival è infatti dedicato a due figure recentemente scomparse che hanno lasciato un segno profondo nel cinema e nella cultura documentaria: il regista statunitense Frederick Wiseman e il critico e organizzatore culturale Giorgio Gosetti.
Tra gli ospiti annunciati ci sono la giornalista Rula Jebreal, l’attrice Milena Vukotic, il regista cileno Juan Pablo Sallato, la regista tunisina Kaouther Ben Hania e l’attore americano Ronn Moss. A Vukotic, Ben Hania e alla celebre casting director statunitense Bonnie Timmermann verrà assegnato il Celebration of Lives Award, il riconoscimento con cui Biografilm rende omaggio a personalità che hanno lasciato un’impronta significativa nella cultura contemporanea.
Tra le novità di quest’anno spiccano due nuovi linguaggi che entrano ufficialmente nel perimetro del festival. Nasce il Biografilm Podcast Award, dedicato ai migliori racconti audio, e debutta Biografilm Poesia – La vita che scrive, sezione che esplora l’incontro tra parola poetica e immagine cinematografica e che vedrà protagonista il poeta Milo De Angelis.
Accanto alla programmazione cinematografica, Biografilm conferma inoltre il proprio impegno sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione. Tutti i film del concorso italiano saranno accompagnati da sottotitoli realizzati per il pubblico sordo e, per la prima volta, una giuria composta da giovani persone sorde assegnerà uno specifico premio dedicato all’accessibilità.

