Una bambina, una maestra, un banco e una scuola che torna ad aprire dopo oltre vent’anni. A Ginostra, minuscolo borgo sul versante occidentale dell’isola di Stromboli, nelle Eolie, il nuovo anno scolastico è cominciato il 10 settembre in condizioni decisamente fuori dall’ordinario. L’unica alunna si chiama Aysha, ha sei anni e frequenterà la prima classe della scuola primaria con un’insegnante tutta per lei, Laura Mongi.
L’aula non si trova in un normale edificio scolastico. È stata ricavata in uno dei locali recentemente ristrutturati della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, messi gratuitamente a disposizione dall’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela. L’accordo prevede la concessione dell’immobile in comodato d’uso gratuito e senza limiti di durata. La richiesta di attivare una sezione scolastica a Ginostra era stata avanzata dalla giunta comunale di Lipari l’8 gennaio; il via libera regionale è arrivato il 19 gennaio.
Dietro la riapertura c’è soprattutto la determinazione dei genitori di Aysha che hanno scelto di continuare a vivere nel piccolo centro e si sono rivolti al Comune di Lipari, all’Istituto comprensivo Isole Eolie e all’Ufficio scolastico provinciale di Messina per trovare una soluzione. Trasferirsi ogni giorno verso un’altra scuola sarebbe stato tutt’altro che semplice. Ginostra è raggiungibile esclusivamente via mare e durante l’inverno conta circa quaranta residenti stabili. Gli orari degli aliscafi non sono compatibili con quelli delle lezioni a Stromboli, mentre raggiungere Lipari diventa ancora più complicato nei mesi in cui le condizioni del mare rendono meno regolari i collegamenti.
La soluzione è stata quindi quella di portare la scuola dove si trova l’alunna, anziché costringere la famiglia ad abbandonare Ginostra o a separarsi durante l’anno scolastico. Il primo giorno ha avuto inevitabilmente il tono di un piccolo evento collettivo. Aysha è arrivata con lo zaino e un cesto di dolci, secondo la tradizione locale, accompagnata dai genitori, dai nonni e da alcuni abitanti del borgo. Ad accoglierla c’era la sua insegnante, arrivata sull’isola il giorno precedente.
La vicenda, però, va oltre la sua componente più curiosa. A Ginostra la scuola diventa un presidio essenziale per rendere possibile la permanenza di una famiglia con una bambina in un territorio estremamente isolato. È uno dei casi in cui il diritto all’istruzione si intreccia direttamente con la sopravvivenza delle comunità delle isole minori: senza servizi di base, anche pochi nuclei familiari possono essere costretti a trasferirsi sulla terraferma o nei centri maggiori.
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