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25 Maggio 2021 | Innovazione

A Milano la mobilità del futuro è già in città

Al via la sperimentazione del Tech Bus che utilizza tecnologie connesse alla rete 5G per la guida assistita. Migliore gestione dei flussi di passeggeri, puntualità ed efficienza i vantaggi del progetto.

Creare un ecosistema di mobilità cooperativa, oltre che connessa, elettrica e semi-autonoma, in grado di migliorare la sicurezza stradale e l’accesso ai mezzi di trasporto, anche alla luce delle nuove condizioni di distanziamento rese necessarie dalla pandemia. E’ questo lo scenario dell’innovativo progetto Tech Bus del Joint Research Lab che coinvolge Politecnico di Milano, ATM e Comune di Milano con la collaborazione di IBM e Vodafone Italia per l’implementazione delle tecnologie cloud ibride connesse alla rete 5G.

La fase di sperimentazione è stata avviata sulla linea di filobus 90/91, una delle tratte più simboliche per il trasporto locale della città che abbraccia tutta Milano lungo la circonvallazione, perché si sviluppa su una corsia preferenziale. La parte allestita con le infrastrutture di comunicazione in questa fase di sperimentazione è quella di viale Abruzzi.

Immaginiamo un conducente che durante la guida possa scambiare informazioni utili con altri veicoli e nei dintorni, anticipando criticità su incidenti, presenza di ostacoli lungo il percorso, strade scivolose, lavori stradali, affollamento delle persone in attesa alle pensiline o viceversa stato di carico del veicolo in arrivo. O alla possibilità di prendere l’onda verde conoscendo la velocità adeguata da tenere e lo stato dei semafori… e a proposito di segnalazioni semaforiche, in caso di ritardo del mezzo pubblico o di maggior picco un sistema di controllo dinamico permetterà di darne la precedenza.

L’installazione a bordo di sistemi intelligenti che utilizzano la comunicazione V2I (Vehicle to infrastructure) consentirà, grazie alla rete 5G Vodafone e alle interfacce applicative IBM, il dialogo tra veicolo e infrastrutture stradali. Inoltre, dispositivi per lo storage dei dati e la connessione con il filobus saranno installati anche su lampioni, semafori e pensiline così da creare una mappa spaziale dei veicoli e di eventuali pedoni e biciclette in transito.

Il Tech Bus sarà riconoscibile per la livrea blu e verde, colori che rappresentano da una parte l’evoluzione tecnologica e dall’altra la sostenibilità ambientale del mezzo a trazione elettrica. Il progetto costituisce un ulteriore progresso nello scacchiere della “new urban mobility” che è anche al centro della strategia sia italiana sia europea verso la transizione ecologica. Nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) sono stati stanziati 68,6 miliardi di euro per la rivoluzione verde e il rinnovo del trasporto pubblico locale è un elemento chiave in questo passaggio epocale.

Per incentivare la transizione verso l’uso di sempre più diffuso di mezzi a basse emissioni e raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030, nel 2019 l’UE ha definito nuovi standard per le emissioni di CO2 di autovetture e veicoli commerciali leggeri nuovi. Idealmente la trasformazione dell’intero settore dei trasporti dovrebbe portare verso il livello zero di emissioni nette entro il 2050. E la situazione in Italia? Secondo la fondazione Openpolis, nel 2018 sul territorio nazionale il numero di autobus a basse emissioni era pari a 25,8 ogni 100 bus utilizzati.

Di Valentina Colombo.

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