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17 Marzo 2007 | Innovazione

Cechi a referendum per un radar nel loro comune

Nella Repubblica Ceca si è votato sabato per l’installazione di un radar ad alta tecnologia nel comune di Trokavec. L’area è già militare, ma il comune ha chiesto ai cittadini di esprimersi per dire cosa ne pensano. Trokavec è una cittadina piccolissima. Gli iscritti al referendum sono solo 90 e il plebiscito contro il radar è scontato. Le obiezioni del sindaco Jan Neoral sono di natura etica, tecnica e logistica. Ma soprattutto, dice il sindaco “vogliamo lanciare una critica al governo che ha dato un permesso senza considerare la contrarietà della popolazione locale”. “Sono convinto che verranno tutti a votare. Anzi, avremo 89 voti perché un nostro cittadino è all’ospedale”. Il testo su cui gli abitanti di Trokavec devono esprimersi è questo: “Sono d’accordo affinché il comune intraprenda ogni iniziativa legale per impedire la costruzione della stazione radar degli Stati Uniti d’America sul terreno militare di Brdy”. Il referendum ha solo un valore simbolico, visto che il governo Ceco ha già respinto un referendum nazionale e ha scelto la via parlamentare per dare il via libera alla stazione radar. Secondo un sondaggio i 61% della popolazione nazionale si oppone all’installazione di questo impianto, un radar a raggi X che sarà abbinato a una postazione di dieci intercettori missilistici ad alta tecnologia. Per rispondere alle forti critiche interne e russe, gli Stati Uniti hanno detto che la base, insieme a quella progettata in Polonia, non serve a difendere l’area dalla Russia, ma dai Paesi del Medio Oriente.

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