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19 Luglio 2022 | Ambiente, Attualità

Città italiane, luci e ombre nella corsa alla sostenibilità ambientale

Secondo il primo rapporto SNPA, migliora nei capoluoghi italiani la mobilità dolce. Boom di orti urbani a Napoli, mentre va a Trento la medaglia d’oro per la raccolta differenziata. Perdite idriche e uso del suolo tra le criticità.

A che punto sono le città italiane nella corsa verso la sostenibilità? Da questo interrogativo ha preso il via la prima indagine del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) sul tema “Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale”. Tre le chiavi di lettura per esplorare i trend ambientali nelle venti città capoluogo e Bolzano, in un arco temporale di cinque anni: vivibilità, circolarità e resilienza ai cambiamenti climatici. Vediamo i principali risultati.

Mobilità sempre più dolce

Dai dati emersi, in termini di vivibilità, la mobilità sostenibile è l’ambito in cui si registrano i miglioramenti più significativi, in particolare sul fronte della mobilità dolce. Aumentano le piste ciclabili in quasi tutti i comuni con una posizione di spicco per Torino che nel 2019 mette a disposizione dei cittadini 166 chilometri di piste ciclabili su 100 chilometri quadrati di superficie. Molto bene Milano e Bolzano entrambe con più di 100 chilometri di piste ciclabili su 100 chilometri quadrati di superficie nello stesso anno. Significativi anche i progressi di Genova, Cagliari, Bari, Firenze, Catanzaro e Palermo. Ancora priva di piste ciclabili, invece, Potenza e valori in diminuzione fino all’azzeramento a Campobasso.

Venezia e Firenze brillano per le aree pedonali 

Riguardo alla disponibilità di aree pedonali, è Venezia a primeggiare con 510 metri quadrati per 100 abitanti (2019). Segue in buona posizione Firenze. In generale, tra il 2018 e il 2019, la tendenza è all’aumento delle aree pedonali, esclusi i casi di Bolzano, Roma, Catanzaro e Cagliari.

Roma Capitale delle voragini 

Altri elementi analizzati sono le acque reflue depurate, con una situazione di stabilità su valori ottimali, a parte alcune criticità a Palermo e Catanzaro, la fragilità del territorio e il rischio dei sinkholes, sprofondamenti improvvisi del terreno. Roma conquista purtroppo il titolo di capitale delle voragini d’Italia e d’Europa con una media di cento eventi di questo tipo l’anno.

Napoli coltiva orti urbani, Bologna in auto elettrica

Rispetto alla circolarità, la presenza di orti urbani è cresciuta in quasi tutti i capoluoghi analizzati. Un vertiginoso aumento si segnala a Napoli (+1230%). 

La città che invece registra i progressi più significativi nel prediligere auto elettriche e ibride è Bologna (oltre 5% nel 2020 rispetto a poco più dell’1% nel 2015). Buona anche la crescita di Milano (oltre il 4% nel 2020 rispetto all’1% del 2015). A controbilanciare questo segnale positivo, la diminuzione riscontrata in molti comuni della domanda di trasporto pubblico locale dal 2011 al 2019: maglia nera per Aosta, seguita da Perugia, Roma, Napoli. Situazione inversa invece a Torino e Venezia.

Consumo di suolo: dal 5% di l’Aquila al 66% di Torino 

Male il consumo di suolo per molti dei comuni analizzati: nel quinquennio analizzato (2016-2020) L’Aquila si attesta attorno al 5%, la più bassa percentuale tra i capoluoghi di regione, mentre con il 66% è Torino a detenere il valore massimo del campione, indice di una configurazione spaziale tendente alla saturazione, seguita da Napoli con il 62%.

Capoluoghi virtuosi per raccolta differenziata 

Buone notizie da tutte le città in termini di raccolta differenziata. Con l’82,5% nel 2019 è Trento il capoluogo stabilmente più virtuoso all’interno del campione nel quinquennio considerato (2015-2019), seguita da Perugia, unico comune a superare il 70% nel 2019. Anche Palermo, pur rimanendo ancora su valori al di sotto del 20% (17,4%), registra un aumento nel periodo di circa il 115%. Catanzaro e Potenza sono le città che registrano i progressi più importanti segnando rispettivamente +577,1% e +214,7%. Se nel 2015 erano solo due le città con una raccolta differenziata superiore al 60% (Trento e Bolzano), nel 2019 diventano nove (Aosta, Milano, Bolzano, Trento, Venezia, Perugia, Cagliari, Potenza, Catanzaro). 

Perdite idriche in aumento da Nord a Sud 

Infine, l’analisi dei fattori inerenti la resilienza mostra che le perdite idriche totali rappresentano un problema atavico per le reti comunali italiane. I dati peggiori si registrano a Catanzaro, Campobasso e Cagliari (negli ultimi due capoluoghi in lieve miglioramento). Ma sono le tendenze all’aumento delle perdite a destare maggiore preoccupazione: rispetto al 2012, nel 2018 a Firenze l’incremento è di 15 punti percentuali, a Perugia di 10,6 e a Genova di quasi 10. Sebbene Milano mostri il quadro più virtuoso all’interno del campione, con valori sempre inferiori al 20%, la percentuale resta pur sempre significativa e pari a 14,3% nel 2018. 

Suolo e dove si rischia di più per le ondate di calore

Grande problema delle città moderne, l’impermeabilizzazione del suolo, determinata ad esempio dalla copertura dei terreni con materiali di cemento o asfalto, è un altro parametro studiato dal rapporto SNPA. Roma è la città con il valore complessivo di impermeabilizzazione di aree naturali e seminaturali più alto, seguita da Venezia e Bari. Infine, le città più rischiose per ondate di calore sono risultate Campobasso, Bolzano, Perugia e Trieste.

Per maggiori informazioni: www.snpambiente.it

https://www.youtube.com/watch?v=7LJePi8CY1I

 

di Valentina Colombo

 

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