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30 Ottobre 2026 | Ambiente, Attualità

Elettrificazione in Italia, da NetZero Milan le indicazioni degli esperti

Impianti eolici

Rinviare la lotta al cambiamento climatico è come rimandare un appuntamento dal dentista quando un dente fa male: aspettare non risolve il problema e rischia per giunta di aggravarlo. È il paragone utilizzato da Philippe Aghion, premio Nobel per l’Economia 2025, intervenuto a NetZero Milan, la manifestazione di Fiera Milano dedicata alla decarbonizzazione e all’elettrificazione dell’economia, che si è svolta dal 20 al 22 ottobre.

Il messaggio dell’economista francese è semplice: bisogna agire subito. La transizione verso tecnologie meno inquinanti comporta costi e difficoltà iniziali, ma può diventare una fonte di crescita economica nel lungo periodo. Il passaggio richiede investimenti nell’innovazione, politiche industriali adeguate e collaborazione tra settore pubblico e privato.

Aghion ha ricordato che le imprese, per adottare nuove tecnologie, devono spesso abbandonare attività nelle quali hanno accumulato esperienza e affrontare una fase di apprendimento. Il rallentamento iniziale, tuttavia, non esclude che la crescita possa riprendere su basi più sostenibili.

Rinnovabili o nucleare? Le scelte per l’Italia

Tra i temi affrontati a Milano c’è anche il futuro della produzione elettrica italiana. Per Jan Rosenow, professore di Politiche energetiche e climatiche all’Università di Oxford, la priorità per l’Italia dovrebbe essere l’espansione delle energie rinnovabili, più rapidamente realizzabili rispetto a nuove centrali nucleari. La scelta non riguarda soltanto le emissioni, ma anche i tempi e i costi della transizione. Fotovoltaico ed eolico sono tecnologie già disponibili e possono contribuire ad aumentare la produzione nazionale di elettricità, riducendo progressivamente la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Questo non significa che sul nucleare esista una posizione condivisa da tutti gli esperti. Lo stesso Aghion, in un’intervista rilasciata a margine dell’evento, ha sostenuto che l’Italia non dovrebbe escluderlo, pur sottolineando la necessità di sviluppare anche le fonti rinnovabili e di valutare attentamente i siti in cui eventualmente costruire gli impianti. Il confronto riguarda quindi quali tecnologie privilegiare, con quali investimenti e soprattutto con quali tempi. Per il nucleare, vale la pena ricordarlo, il 15 ottobre è entrata in vigore la legge 169/2026, che conferisce al Governo una delega per reintrodurre e regolamenta l’energia nucleare sostenibile nel mix energetico nazionale.

Il Politecnico studia un sistema elettrico interamente rinnovabile

Il lavoro dei ricercatori italiani guarda già a scenari di lungo periodo. Maurizio Delfanti, docente del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, ha illustrato il ruolo che una combinazione di eolico e fotovoltaico potrebbe svolgere nel percorso verso la decarbonizzazione.

La prospettiva di un sistema elettrico alimentato interamente da fonti rinnovabili richiede però interventi che vanno oltre la costruzione di nuovi impianti. Servono reti capaci di gestire una produzione variabile, sistemi di accumulo, collegamenti tra territori e strumenti per adattare i consumi alla disponibilità di energia.

È proprio su questi aspetti che si è concentrata la conferenza del Politecnico dedicata alla sicurezza e alla sostenibilità economica dei sistemi elettrici nell’era delle rinnovabili. Il problema italiano resta anche quello delle procedure autorizzative e degli strumenti finanziari necessari per realizzare gli investimenti.

All’Europa mancano 344 miliardi di investimenti ogni anno

La dimensione economica della sfida emerge dallo studio presentato a NetZero Milan da The European House – Ambrosetti (TEHA). Nel 2025 gli investimenti europei nella transizione energetica hanno raggiunto 534 miliardi di euro. Secondo le stime illustrate da TEHA, per sostenere gli obiettivi del periodo 2026-2030 ne servirebbero 878 miliardi all’anno: una differenza di 344 miliardi annui.

Le maggiori difficoltà riguardano gli investimenti nell’edilizia, nei trasporti e nell’energia eolica. Le risorse pubbliche, da sole, non sarebbero sufficienti: occorre mobilitare capitali privati, riducendo l’incertezza normativa e i rischi finanziari che frenano i progetti. Anche la frammentazione delle politiche europee rappresenta un ostacolo: nel corso dell’evento, gli ex presidenti del Consiglio Enrico Letta e Paolo Gentiloni hanno richiamato la necessità di una maggiore integrazione dei paesi dell’Unione a livello di scelte economiche ed energetiche, anche per ridurre la vulnerabilità di fronte alle crisi geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi del gas.

Il peso delle fonti fossili sui costi italiani

A ricordare quanto il sistema energetico resti condizionato dai combustibili fossili sono anche i dati sui carburanti. Secondo un’elaborazione di Adusbef sulle rilevazioni europee del 19 ottobre, l’Italia è prima nell’Unione per incidenza delle imposte sul prezzo del gasolio, con una quota del 48%. Non è però il Paese con il diesel più caro: con un prezzo medio di circa 2,24 euro al litro, si colloca al settimo posto nell’UE. La questione fiscale è distinta da quella della produzione elettrica, ma evidenzia quanto le politiche pubbliche incidano sul costo delle diverse fonti energetiche.

Dagli interventi di NetZero Milan emerge così una convergenza su alcuni punti: accelerare gli investimenti, sviluppare le tecnologie già disponibili e rafforzare le infrastrutture elettriche. Restano invece aperte le scelte sul ruolo futuro del nucleare e sulle modalità con cui finanziare una trasformazione che, secondo gli esperti, non può più essere rinviata.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.