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10 Settembre 2022 | Attualità

Elezioni 25 settembre: pericolo astensione per i fuori sede 

In vista delle elezioni del prossimo 25 settembre torna a farsi sentire il tema del voto per i fuori sede che in Italia sfiorano i 5 milioni, in gran parte giovani dai 18 ai 35 anni, che vivono lontani dal propio Comune di residenza per studio o lavoro. Questa fascia di elettori compone circa il 10% del corpo elettorale del Paese. 

Nonostante le diverse agevolazioni di aziende di trasporti per permettere ai fuori sede di recarsi alla propria residenza per il voto il rischio di un’alta percentuale di astensione è concreto. Molte invece le polemiche sul buco legislativo per il voto di questa categoria che dal 2018 ha visto cinque proposte di legge cadere nel dimenticatoio. Molte le deroghe e concessioni a livello nazionale e per gli italiani residenti all’estero. Nella tutela del voto per la categoria l’Italia è molto indietro rispetto all’Europa.

Deroghe e concessioni 

La legge in vigore prevede un numero ancora troppo ristretto di deroghe e concessioni. Posso votare al di fuori del proprio Comune di residenza: 

  • componenti del seggio, rappresentanti di lista, candidati alle politiche;
  • appartenenti ai corpi militari, alle forze di Polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;
  • naviganti, marittimi e aviatori, fuori residenza per motivi di imbarco;
  • degenti in ospedali e case di cura;
  • ricoverati in case di riposo e tossicodipendenti in comunità;
  • detenuti;
  • ammessi al voto domiciliare. 

Italiani all’estero iscritti all’AIRE

Per gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) e agli elettori che si trovano fuori dall’italia per almeno tre mesi per motivi di studio e lavoro è previsto il voto fuori sede. Questi elettori esprimono la preferenza tramite voto per corrispondenza. La consegna a casa del pacco con le schede elettorali dovrebbe essere completata nei prossimi giorni. 

Voto dei fuori sede in Europa 

Ad eccezione di Italia, Malta e Cipro, altri Paesi europeo hanno adottato misure alternative per agevolare il voto di studenti e lavoratori fuori sede, oltre che per anziani e disabili. In Austria, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera si può votare per corrispondenza. In Belgio, Francia e Paesi Bassi è possibile delegare il proprio voto a un’altra persona. In Danimarca, Norvegia, Portogallo e Svezia c’è il voto anticipato, mentre in Estonia c’è quello elettronico.

Per i fuori sede italiani solo coupon 

Per i 5 milioni di italiani che il prossimo 25 settembre saranno costretti a tornare nel proprio municipio di residenza per poter esercitare il diritto di voto l’unica magra consolazione è la vasta scelta di sconti offerti dalle principali società di trasporti, tra le quali Flixbus, Trenitalia, Italo, Ita Airways. 

Infine a causa del proseguire dell’invasione russa, l’Ucraina è tra i paesi in cui non è ammesso il voto per corrispondenza per i cittadini e le cittadine lì residenti. Tuttavia, lo Stato italiano prevede il rimborso del 75% del costo del biglietto di viaggio per tutti gli elettori residenti in Paesi in cui le condizioni politico-sociali impediscano, anche temporaneamente, l’esercizio del voto per corrispondenza.

 

di Serena Campione

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